Niente emendamenti per non rompere con Verdi e Rifondazione. Che esultano: "Evitato il peggio" LUdc non partecipa al voto: "Nessuno contento di questo testo. Era meglio rinviare tutto" Il piano casa per la Liguria è stato approvato ieri dal consiglio regionale, nella versione varata dalla giunta di Claudio Burlando. Niente emendamenti per evitare la rottura con Verdi, Pdci e Rifondazione, che così si sono astenuti sul documento e cantano vittoria «per aver evitato il peggio», come hanno sottolineato Carlo Vasconi e Cristina Morelli. Le sole modifiche accolte rispetto alla versione della giunta, sono firmate da Luigi Cola, il consigliere del Pd (ex sindaco di Cogoleto) che aveva chiesto tra laltro di inserire anche gli edifici industriali ed artigianali nelle facilitazioni del piano casa. Dopo una riunione di maggioranza, Cola ha ritirato quasi tutti i suoi emendamenti («mi adeguo al volere della maggioranza», ha detto) fatta eccezione per alcuni che sono stati approvati in Consiglio e riguardano, ad esempio, la facoltà dei comuni di indicare entro 45 giorni in quali aree non vogliono che il piano sia applicato. Il piano dellassessore Carlo Ruggeri già esclude la costa e i parchi (anche MonteMarcello), le case in cui sono stati condonati abusi edilizi, i centri storici. Offre la possibilità di aumentare i volumi dal 10 al 20 per cento, con premi per luso di materiali locali ed energie rinnovabili, agli edifici residenziali entro i mille metri cubi. Il centrodestra ha tuonato contro il piano, prevedendo anche ricorsi al Tar «in quanto - ha detto Luigi Morgillo del Pdl - discrimina tra i proprietari», non consentendo lapplicazione su edifici condonati, mentre il condono chiude tutte le partite precedenti. LUdc non ha partecipato al voto e Rosario Monteleone ha spiegato: «Riteniamo che sarebbe stato meglio rimandare questo atto allamministrazione che si insedierà dopo le elezioni: non ha senso vararlo in clima elettorale. Di questo testo nessuno è contento». In aula sono volate battute del Pdl allindirizzo di una alleanza già decisa tra Udc e centrosinistra. Gianni Plinio, mentre Monteleone attraversava laula ha detto: «Ecco il nuovo assessore alla sanità» (circostanza smentita da tutti anche dallinteressato, del quale invece si parla come del futuro presidente del Consiglio ma anche queste sono voci). A Plinio ha fatto eco Burlando che con le due mani alzate ha fatto il segno "dieci", come dire noi restiamo dieci anni. Quanto a Luigi Cola, che è al terzo mandato, non si ricandida e ha già scelto chi sostenere come suo successore dal ponente nelle elezioni di primavera: un medico di San Martino, Walter Ferrando, che è di Crevari ed era stato tirato in ballo nelle polemiche sui primari promossi da Burlando.