Ricca e svedese: tutti sognano Ikea Sindaci convinti di superare il blocco imposto dalla Regione L'ultima candidatura arriva ancora dalla provincia di Pisa ed in particolare da Cascina. Una proposta che si porta dietro la disponibilità di un'area gigantesca lungo la superstrada che collega Firenze con la costa e che andrebbe a completare l'offerta commerciale del polo di Navacchio, tanto per intederci quello che ospita il Centro dei Borghi con l'Ipercoop, Obi ed Euronics. Oltre a strutture esterne del calibro di Decathlon, la mega-catena francese di articoli per lo sport ed il tempo libero. Insomma, anche da quelle parti farebbero carte false pur di avere l'Ikea, il colosso svedese dell'arredamento low-cost, un'insegna che, più che un'occasione di shopping, sembra ormai indicare uno stile di vita, dall'Europa agli Stati Uniti, dall'Asia all'Australia. In realtà, la gara per aggiudicarsi la seconda filiale dell'Ikea in Toscana (l'altra è a Sesto Fiorentino) sembra ormai simile a quella che caratterizza le candidature delle Olimpiadi: almeno tre località (Livorno, Carrara ed adesso appunto Cascina) che si tirano a lucido, che promettono nuove arterie, svincoli e rotatorie, sperando che dagli uffici milanesi della multinazionale ci si accorga delle possibile alternativa alla scelta che in realtà sarebbe già stata fatta. Il tutto pur con i forti limiti imposti dal piano del commercio della Regione validi fino alla fine del 2010. Vecchiano, ma... Sì, perché come molti sanno l'Ikea avrebbe già scelto di installarsi nel territorio di Vecchiano, a Migliarino, proprio all'incrocio delle autostrade Firenze-Mare e Sestri Levante-Rosignano (A12): progetto presentato nel 2007, ma che da quelle parti hanno in pratica già rifiutato. «Quel progetto è stato respinto - conferma il sindaco Rodolfo Pardini - e quindi per noi il discorso è chiuso ed i motivi sono molteplici: penso alle questione delle infrastrutture, all'Aurelia che si blocca già adesso il sabato o per un minimo incidente. Comunque, abbiamo dato incarico a due consulenti per valutare l'eventuale impatto sul territorio e le potenzialità dello sviluppo, per capire di cosa stiamo parlando». Le alternative. E veniamo alle candidature più "consistenti" (dell'idea di ospitare il megastore se ne era parlato ad esempio anche a Cecina e Lucca), a partire appunto da Cascina. «La cosa ci interessa parecchio - conferma il sindaco Moreno Franceschini - e parte dalla constatazione del successo di Decathlon: i dirigenti dell'insegna francese sono rimasti impressionati da come sta andando bene il megastore di Navacchio rispetto ad esempio a Livorno». «Ecco - conclude Franceschini - noi chiediamo semplicemente ad Ikea di non fermarsi ad aspettare, ma di tenere in considerazione anche Cascina e Navacchio: siamo disponibili a fare una variante urbanistica e dare la possibilità di utilizzare terreni per un totale compreso tra i dieci ed i quindi ettari». A Livorno, invece, l'occasione è offerta dalla nascita del cosiddetto Nuovo Centro a cura del Gruppo Fremura dove c'è la possibilità di utilizzare 10mila metri quadrati di superficie di vendita, un taglio comunque inferiore a quello ideale (15mila) richiesto dagli svedesi. «Con Ikea ci sono stati contatti ma per ora niente di più, così come li abbiamo altri importanti marchi nazionali e stranieri» ha precisato comunque Antonella Boccardo, rappresentante del gruppo in questa operazione commerciale, facendo emergere una situazione di grande incertezza. Infine, non va dimenticata Carrara, dove la prima «timida» candidatura ad accogliere il colosso dell'arredamento low-cost era arrivata nel 2006. Il luogo dove far sorgere l'insediamento è stato già pure individuato: 50mila metri quadrati sull'asse dell'Aurelia, fino ad oggi più nota per il traffico e le polveri che per le attività commerciali. E la Regione? Ma se Gianni Gianassi, primo cittadino di Sesto Fiorentino, ribadisce le grandi opportunità che l'unica sede toscana della catena, tra l'altro appena allargata, ha portato al suo territorio («La comunità ne ha guadagnato in lavoro, sviluppo e reddito»), i sindaci candidati dovranno comunque fare i conti con la dura realtà del piano del commercio della Regione che, per quanto riguarda la costa, ha autorizzato l'apertura di strutture per la grande distribuzione per poco più di 10mila metri quadrati a Livorno e più o meno altrettanti per un outlet a Crespina. «Capisco i comuni e la loro voglia di sviluppo - spiega l'assessore toscano al commercio Paolo Cocchi -, ma queste cose la Regione le abbiamo già decise e rimarranno tali almeno fino alla fine del 2010. Abbiamo infatti autorizzato 120mila metri quadrati complessivi con il 30 per cento riservati a trasferimenti, ampliamenti e ristrutturazioni dell'esistente. Solo tra Crespina, Vecchiano, Livorno e Cascina, in base alle richieste, si arriverebbe invece a 100mila metri, cioè alla morte, in pochi anni, dell'intero commercio al dettaglio in quelle zone. Quindi, non vedo la possibilità di alcuna eccezione».