Sono soltanto 71, al momento, le domande in Toscana di intervento presentate dalle famiglie alle amministrazioni comunali nell'ambito del Piano straordinario per l'edilizia della Regione, volto a rilanciare l'economia e riqualificare il patrimonio esistente. Lo ha reso noto ieri l'assessore toscano alle infrastrutture Riccardo Conti rispondendo in Consiglio regionale a un'interrogazione in merito presentata dal portavoce dell'opposizione Alessandro Antichi (Fi-Pdl). All'interrogazione era collegata una mozione, a firma Maurizio Dinelli (Fi-Pdl), che è stata respinta dalla maggioranza. Secondo Conti il motivo dell'insuccesso delle misure sta nel fatto che le famiglie toscane in questo momento non hanno risorse da spendere per ampliare le proprie abitazioni. L'assessore Riccardo Conti ha spiegato che la legge approvata dalla Toscana avrebbe consentito, secondo i calcoli fatti dall'Ance, di attivare interventi a un bacino di ben 80mila famiglie nella regione. «I risultati del monitoraggio - ha detto Conti - delineano una situazione di lento avvio in Toscana ma anche in tutta Italia, dovuta alla situazione economica nazionale, ma anche alla necessità di approfondimento da parte degli interessati e dei progettisti. Illusoria, quindi - nota l'assessore - l'impostazione del governo nazionale per il piano casa varato come misura per il rilancio dell'economia». Secondo Alessandro Antichi dai primi dati diffusi la legge è un evidente fallimento. «I benefici si sono rivelati ben pochi - ha osservato il portavoce dell'opposizione - e questo dimostra che la giunta toscana aveva sbagliato le previsioni e che evidentemente in questa legge qualcosa non funziona».