Il consiglio regionale ligure approva la legge. Maggioranza in affanno, Pdl all'attacco Genova. In privato brindano, in pubblico i Verdi Cristina Morelli e Carlo Vasconi si limitano a commentare con distacco che «la legge sul piano casa approvata dal consiglio regionale non soddisfa i Verdi, tuttavia la scelta di un voto di astensione e il lavoro fatto in commissione ambiente ha limitato i danni». È tornato definitivamente alle origini il piano casa della Regione Liguria. Quello che è stato approvato ieri dal consiglio regionale è il testo licenziato dalla giunta nel luglio scorso, cancellando ogni possibilità di ampliamento per i capannoni agricoli, industriali e artigianali. Ma neppure questo passo è stato indolore per la maggioranza di centrosinistra che governa la Regione. Il rischio, ora, si chiama Udc, insoddisfatto e critico «per una legge frettolosa, prigioniera della campagna pre-elettorale». Se avesse detto sì al piano con gli emendamenti che allargavano le maglie - proposti dal consigliere Pd Luigi Cola e graditi al centrodestra- la maggioranza di Claudio Burlando avrebbe rischiato di perdere per strada Prc, Verdi e Pdci. Ma con l'approvazione del piano originale zoppica vistosamente la futura alleanza con l'Udc. «C'era bisogno di una pausa di riflessione» ha detto ieri il vice presidente del consiglio regionale e segretario ligure dell'Udc Rosario Monteleone. Nell'aula svuotata dall'opposizione di centrodestra, che ha abbandonato il consiglio dopo aver capito che non uno dei suoi emendamenti sarebbe stato approvato, il piano casa è passato con 16 voti a favore (Pd e Idv), 5 astenuti (Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani) e un contrario, Nicola Abbundo (Moderati per il Pdl) rientrato giusto per alzare il pollice verso nella votazione finale. Presenti in aula per mantenere il numero legale i due consiglieri dell'Udc Rosario Monteleone e Luigi Patrone, ma senza votare. Montelone lo aveva preannunciato all'inizio dell'esame del disegno di legge. Esattamente come il centrodestra, anzi in ritardo di qualche minuto, Monteleone aveva chiesto il rinvio in commissione ed una pausa di riflessione. E come è accaduto al centrodestra, le sue richieste sono state gelate dal voto della maggioranza. Tecnicamente il testo approvato è quello studiato dalla giunta di Claudio Burlando in luglio, al quale si aggiungono la tutela di Montemarcello e la possibilità dei Comuni, entro 45 giorni, di restringere ulteriormente l'applicazione del piano casa sul loro territorio. Esclusi dai benefici del disegno di legge la fascia di territorio costiero a 300 metri dal mare, i territori del Parco Nazionale delle Cinque Terre e dei Parchi Regionali e, in ultimo, di Montemarcello. È proprio sui parchi spezzini che si è infuriato il vice presidente del consiglio regionale Gino Morgillo (Pdl): «Burlando ha penalizzato il territorio spezzino per compiacere i Verdi» ha sibilato in aula. «Questa è una maggioranza spaccata e contraddittoria che ha dato in pasto il territorio di Montemarcello per potersi garantire l'astensione di Verdi e Rifondazione». Dopo il dietro-front imposto dal presidente Claudio Burlando martedì pomeriggio a chi nella maggioranza voleva forzare il piano casa rischiando di ritrovarsi sulle spalle, a cinque mesi dalle elezioni regionali, l'accusa di aver cementificato quel poco che è rimasto dopo il sacco degli anni Settanta e Ottanta, parla l'assessore all'urbanistica Carlo Ruggeri: «Queste sono scelte a favore dei piccoli e della riqualificazione degli edifici, abbiamo guardato a criteri di equità e qualità». Di avviso diverso è Roberto Principe, presidente di Ance Liguria, il collegio regionale dei costruttori edili: «Siamo delusi perché gli interessi di centinaia di lavoratori e imprese non sono stati considerati. Misure che nelle regioni confinanti vengono approvate senza scontri, scatenano in Liguria guerre di religione». Alessandra Costante costanteilsecoloxix.it