di Redazione Si è aperta la guerra fredda della Biennale di Venezia. A essere in discussione è Paolo Baratta che dal 2007 è tornato, sotto gli auspici della sinistra, a occupare il ruolo di presidente della Fondazione. Ieri un articolo di «Italia oggi» lo dava uscente a vantaggio di Alain Elkann. Abbastanza per suscitare le ire del sindaco Cacciari. Il ministero dei Beni culturali ha comunicato che è necessario «ripensare i compiti e le funzioni dell' istituzione»: si va verso una revisione dello Statuto, che potrebbe portare a ridefinire l'intero vertice della Fondazione. Ma non in tempi brevi.
E il ministro ridisegna i vertici della Biennale
di Redazione Si è aperta la guerra fredda della Biennale di Venezia. A essere in discussione è Paolo Baratta che dal 2007 è tornato, sotto gli auspici della sinistra, a occupare il ruolo di presidente della Fondazione. Ieri un articolo di Italia oggi lo dava uscente a vantaggio di Alain Elkann. Abbastanza per suscitare le ire del sindaco Cacciari. Il ministero dei Beni culturali ha comunicato che è necessario ripensare i compiti e le funzioni dell' istituzione: si va verso una revisione dello Statuto, che potrebbe portare a ridefinire l'intero vertice della Fondazione. Ma non in tempi brevi.
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