l'autore degli emendamenti ritirati Il consigliere ex Pci: «Voto sì per non creare problemi, ma dobbiamo smetterla di andare dietro a chi urla di più» Genova. Luigi Cola è un vecchio comunista, abituato alla disciplina anche oggi che il suo partito si chiama Pd. Così quando martedì pomeriggio la maggioranza ha detto no ai suoi emendamenti sul piano casa perché stavano rischiando di sfrangiare la coalizione e di far tornare in auge il termine di "rapallizzazione" del territorio (non per niente creato in Liguria), Cola ha risposto «obbedisco» così come gli è stato insegnato e ieri si è presentato regolarmente in aula, relatore di maggioranza del disegno di legge dal quale sono state depennate le sue idee dopo che Verdi, Rifondazione comunista e Pdci si sono messi di traverso. Ma il rospo gli è rimasto in gola. «Non voglio creare ulteriori prblemi perché siamo sotto elezioni -si è sfogato ieri - ma alcune cose andrebbero riviste. Certe volte capisco perché non vinciamo le elezioni. Si deve vincere per governare, assumersi le proprie responsabilità, e non andare dietro a chi urla di più». Ha le sue idee sul piano casa, Luigi Cola, ex sindaco di Cogoleto. «Anche lì, a Cogoleto, hanno detto che sono il padre di tutte le speculazioni edilizie, ma sto preparando una sorpresa: un bel filmato, con tanto di documenti dai quali si capirà chi ha davvero cercato di cementificare e chi invece ha cercato di arrestare la colata». Lo consegnerà tra qualche mese, dice prima di tornare con la testa al piano casa. «Noi dobbiamo avere l'orgoglio di intercettare la maggioranza silenziosa che sta a casa, fatta di famiglie ed artigiani che avrebbero avuto bisogno di uno strumento un po' più attento ai loro bisogni. Ho imparato questa lezione negli anni. Quando nel 1990 il Pci mi candidò in Vallestura io volevo rifiutare perché là avevo sostenuto la costituzione del Parco del Beigua e tutte le volte che mi presentavo mi tiravano le monetine. Finì invece che presi una valanga di voti perché dietro c'era una maggioranza silenziosa». A giochi chiusi sul piano casa Cola continua a sostenere la bontà degli emendamenti che aveva presentato in commissione: «Hanno detto che cementificavano. Ma, dico io, se dai la possibilità ad un capannone industriale di migliaia di metri quadrati di ampliarsi per fare un bagno o un magazzino, questa è cementificazione? Ed è cementificazione permettere a chi ha una casa in campagna di trasformare volumi già esistenti, che abbiano i requisiti igienico sanitari, in abitazione? Oppure concedere un premio del 50 a chi ha casa in aree esondabili e decide di demolirla per ricostruirla altrove? A me sembra solo utilizzare il buon senso. Comunque è andata così». A marzo 2010 Luigi Cola, che allora avrà 70 anni e alle spalle due mandati come consigliere regionale, non sarà più in lista al fianco di Burlando. In un certo senso lascia per anzianità di servizio, ma l'ex sindaco di Cogoleto non se ne vuole andare senza aver indicato il suo successore: «Io l'ho già detto che non mi ricandido, ma ho anche suggerito chi dovrebbero mettere in lista al posto mio». Il nome è quello di Walter Ferrando, chirurgo del San Martino, buon amico di Claudio Burlando, ponentino di Crevari (sulle alture alle spalle di Voltri) dove la gente lo chiama ancora "Cascinin", con il soprannnome dei suoi antenati. «Ci vuole gente presente sul territorio e lui lo è. Quando lo chiamano c'è sempre, si dà un gran da fare». Al. Cost. 29102009