Interventi entro 24 mesi Genova. Nel Nord Italia solo Liguria e Friuli Venezia Giulia non avevano ancora approvato il Piano casa. La Liguria, in particolare, si era impantanata in lunghissime audizioni con tutte le categorie interessate alle novità previste dal testo che la giunta aveva varato lo scorso luglio. Audizioni che, salvo rare eccezioni, sollecitavano una legge a "maglie più larghe" per un vero rilancio dell'edilizia. Ma la maggioranza non è riuscita a seguire questa strada per la ferma opposizione di Verdi, Prc, gruppi ambientalisti, movimenti d'opinione. Nelle ultime settimane, poi, la giunta-Burlando si è trovato accerchiata dal partito del "no al cemento" ed ha preferito non forzare la mano. A conti fatti, dunque, poco o nulla è cambiato nella legge approvata ieri, rispetto al testo licenziato tre mesi fa. Ma scendiamo nel dettaglio. La legge che rilancia l'edilizia resterà operativa 24 mesi dall'entrata in vigore; questo è dunque il tempo massimo a disposizione dei residenti in Liguria per presentare domande di ampliamento, o di demolizione e ricostruzione. Il Piano casa non riguarda tutti gli immobili, ma solo gli edifici mono o plurifamiliari e quelli destinati ad uso socio-assistenziale e socio-educativo esistenti al 30 giugno 2009. Immobili che non possono inoltre avere una volumetria superiore ai 1.000 metri cubi. Il Pd, su sollecitazione di categorie e ordini professionali, ha provato ad estendere la legge agli edifici industriali, artigianali ed agricoli, ma alla fine l'emendamento è stato ritirato. E veniamo agli ampliamenti che sono poi il cardine del Piano casa. C'è una scala di interventi. Per le abitazioni più piccole, quelle fino a 200 metri cubi, l'incremento massimo consentito è di 60 metri cubi. Se l'abitazione è invece di dimensione compresa tra i 200 e i 500 metri cubi, è possibile edificare un 20 in più. Infine le case tra 500 e 1.000 metri cubi: in questo caso l'incremento massimo è del 10. È bene precisare che gli ampliamenti sono consentiti anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici e sono cumulabili. Facciamo l'esempio di un villa di 500 metri cubi. Se l'intervento di ampliamento viene effettuato nel rispetto delle norme antisismiche, prevede la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e l'utilizzo di materiali locali tradizionali (l'ardesia, ad esempio), l'incremento volumetrico può arrivare al 35. Questo perché si sommano al 20 anche i "bonus" previsti per gli interventi fatti nel rispetto delle norme di sicurezza e secondo criteri di abbattimento dei consumi. Capitolo frazionamenti. L'alloggio ampliato secondo le nuove norme può essere diviso in più unità abitative, purché ciascuna di essa abbia una superficie di almeno 60 metri quadrati. Il Piano casa esclude dagli ampliamenti sia gli edifici abusivi sia quelli condonati. E nei confronti di questa norma l'Uppi (Unione piccoli proprietari) ha annunciato un ricorso al Tar ritenendo ingiusto penalizzare proprietari che grazie al condono si sono messi in regola con la legge e che quindi avrebbero il diritto di beneficiare degli effetti del Piano. Anche in questo caso il Pd aveva tentato un'apertura, salvo poi ritirare l'emendamento per non spaccare la maggioranza. Tra gli edifici esclusi dagli ampliamenti ci sono poi quelli che ricadono in aree soggetto a regime di inedificabilità assoluta; quelli che occupano aree demaniali marittime concesse per finalità turistico-ricreative. Un discorso a parte meritano le case nei centri storici. La legge le esclude dai "benefit", ma lascia facoltà ai Comuni di decidere eventuali deroghe motivate. Non si toccano, infine, gli edifici vincolati come beni culturali o che ricadono nei Parchi delle Cinque Terre, di Portofino e di Portovenere. All'ultimo momento è stato posto "sotto tutela" anche il Parco Montemarcello-Magra. Oltre agli ampliamenti la legge consente anche la possibilità di demolire e ricostruire gli edifici residenziali esistenti sempre alla data del 30 giugno 2009. Purché l'intervento apporti migliorie sotto il profilo architettonico, della sicurezza e del risparmio energetico. L'incremento di volume non potrà superare il 35. Lo stabile dovrà essere ricostruito nelle stessa area in cui si trovava prima della demolizione; tuttavia, se non fosse possibile, il Comune potrà scegliere un'altra area idonea. Per tutti gli interventi di cui si è detto il proprietario non dovrà chiedere alcuna autorizzazione ma presentare al Comune una semplice dichiarazione inizio attività (Dia). Infine, una novità interessante introdotta in extremis nel testo approvato ieri. Entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge i Comuni possono individuare parti del proprio territorio nelle quali gli ampliamenti non sono consentiti per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale. lugaroilsecoloxix.it
PIANO CASA - LIGURIA Liguria, ora costruire è più facile. Per ampliare l'alloggio sufficiente una dichiarazione.
La legge approvata ieri per rilanciare l'edilizia in Liguria e Friuli Venezia Giulia prevede interventi entro 24 mesi. La legge riguarda solo gli edifici mono o plurifamiliari e quelli destinati ad uso socio-assistenziale e socio-educativo esistenti al 30 giugno 2009. L'incremento massimo consentito è di 60 metri cubi per le abitazioni più piccole, 20 per quelle di dimensione compresa tra i 200 e i 500 metri cubi e 10 per quelle tra 500 e 1.000 metri cubi. Gli ampliamenti sono consentiti anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici e sono cumulabili.
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