Bordighera. Unione cittadina sbatte la porta e se ne va dal consiglio comunale di martedì sera, mentre il Pd e Città Insieme votano contro le osservazioni sul Piano di coordinamento territoriale voluto dalla Regione e bocciato anche dalla maggioranza. Un consiglio breve ma intenso che ha fatto ribadire ad Unione cittadina le lamentele di Pier Paolo Guglielmi di Città Insieme avanzate solo qualche giorno fa. «L'amministrazione ritarda la consegna alla minoranza dei documenti urbanistici di estrema importanza per le discussioni consiliari e diventa impossibile per l'opposizione esprimere un parere utile per tempo». Guglielmi aveva preannunciato la richiesta di intervento del Prefetto: Unione cittadina, con Ulderico Verrando e Marco Farotto, ha fatto prima. Ha abbandonato l'aula per protesta. E questo mentre il sindaco Giovanni Bosio ribadiva il suo no ai vincoli che impone la Regione. «Non abbiamo bisogno che da Genova ci diano l'input per preservare il nostro ambiente - ha infatti tuonato Bosio - Da sempre a Bordighera le amministrazioni si sono occupate di salvaguardare il territorio. Ci sono decine e decine di terreni incolti che appartengono a coltivatori. Non vedo perché non dar loro la possibilità di realizzare piccoli insediamenti o riconvertire le serre, come già avvenuto per l'operazione Blancardi, diventato un agriturismo. Qui non si chiede di realizzare palazzi bensì piccole case per coltivatori e famiglie. Oltretutto in questo Piano le indicazioni della Regione fanno acqua da tutte le parti perché i tecnici genovesi sono arrivati in Comune portando cartografie vecchie che poi non avevano riscontro con la realtà dei luoghi». Un duro attacco quello di Bosio condiviso dall'intera maggioranza ma che non trova consensi tra i gruppi di opposizione (tranne Franco Biamonti della Nuova Dc che si è astenuto). «Per forza - reagisce Sergio Giribaldi del Pd - Il giochino della trasformazione delle serre dismesse o peggio ancora della costruzione di case coloniche non inganna più nessuno. E' inutile che Bosio sostenga la proposta di realizzare casette di pochi metri quadrati con annessi magazzini floricoli. Le osservazioni presentate al Piano regionale non sono state effettuate da coltivatori o famiglie: bensì da società. Altro che casette agricole. Di esempi in ne abbiamo avuti tanti, compreso quello di un politico locale che ha ottenuto la licenza per una casa rurale e poi, dopo averla trasformata in villa, l'ha messa in vendita per milioni di euro. Bene ha fatto la Regione a bloccare certe iniziative urbanistiche. La via Coggiola è un esempio di brutta urbanizzazione: vediamo di evitarne altri». Bloccato, con il nuovo Piano regionale, anche l'intervento previsto per tutta la zona incolta sotto il "Bel Sit". Un'area importante sotto il profilo edilizio ma soprattutto speculativo perché si affaccia direttamente sul mare. «Allora è meglio che la lasciamo così abbandonata? - ribatte Bosio - Ma quale scempi. In quella zona si potevano prevedere casette agricole o agriturismo e piccole strutture ricettive». «Lo ripeto: le osservazioni presentate contro il Piano regionale - conclude Giribaldi - sono state inoltrate da società. Cosa c'entrano con i piccoli coltivatori?».
LIGURIA - Bocciati in Consiglio i vincoli del Piano costiero regionale
Il consiglio comunale di Bordighera si è concluso con la sconfitta dell'Unione cittadina, che ha votato contro il Piano di coordinamento territoriale voluto dalla Regione. Il sindaco Giovanni Bosio ha ribadito il suo no ai vincoli imposti dalla Regione, affermando che non ha bisogno di input da Genova per preservare l'ambiente. Bosio ha criticato le osservazioni presentate al Piano regionale, che sono state avanzate da società, e ha affermato che non c'è niente di utile per i piccoli coltivatori. Il Pd e Città Insieme hanno votato a favore del Piano, mentre l'Unione cittadina e la Nuova Dc si sono astenuti.
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