La costruzione decisa da Albertini nel 2000, la nuova giunta decise di andare avanti Ricorsi ed esami non stoppano i lavori: via ai cantieri Quattro piani interrati per 586 posti auto Subito scattò lallarme archeologico degli ambientalisti ma dopo i test il ministero dà lok al progetto La protesta dei residenti è affidata alle petizioni aperte alla città A Palazzo Marino Vittorio Sgarbi nel 2006 chiede lo stop: il silos verrà solo modificato Sarà perciò per laura del luogo, per osmosi con le pietre della basilica, che i residenti della piazza a lui dedicata da anni dicono a brutto muso al sindaco (che è meno di un imperatore) che a casa loro il parcheggio sotterraneo non si può fare. Quattro piani interrati, 586 posti auto di cui 236 pubblici e 350 privati, rampa daccesso davanti alla caserma dei carabinieri, una spesa prevista di quasi 20 milioni di euro in project financing, il termine dei lavori previsto per la fine di questanno. Questo era ed è il parcheggio di piazza SantAmbrogio, unidea messa in forma di delibera della giunta comunale (poi debitamente approvata dal consiglio) nel gennaio del 2000, più o meno a metà del doppio mandato del sindaco Gabriele Albertini: «Per risolvere il grave problema della sosta irregolare in città e della conseguente congestione delle strade». Ma lidea risale alla giunta Tognoli negli anni Ottanta. Lopposizione al progetto si manifesta subito. E non riguarda solo gli abitanti del quartiere. Italia Nostra lancia lallarme archeologico relativo ai resti sotto la piazza e alla tenuta strutturale della basilica, malgrado larchitetto autore del progetto dica di aver studiato il sottosuolo con il georadar. La soprintendenza ordina sei mesi di scavi e alla fine del 2005 chiede anche di modificare le costruzioni fuori terra. La rampa davanti alla caserma va spostata, gli ascensori ridisegnati. Un intoppo non da poco, cui seguono altre prescrizioni, come il restauro della torre della Pusterla. Tuttavia le modifiche non placano le proteste dei residenti. Ai primi di agosto del 2006 la giunta Moratti, insediata da poco, decide di nominare un comitato di saggi per vigilare sul cantiere, ma pochi giorni dopo Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura, ispeziona la piazza e tuona: «Larea di SantAmbrogio va tutelata, sono contro il parcheggio». Lo applaudono i residenti, fra i quali personalità come larchitetto Cini Boeri: «Opera assurda e inutile, mette a rischio la stabilità della basilica». Ma lassessore Edoardo Croci gela tutti: «Non si può tornare indietro, pagheremmo delle penali». Sempre nel 2006, Italia Nostra presenta un esposto in procura. Nel febbraio del 2007 i saggi consegnano la loro relazione. Lo spostamento delle rampe daccesso è opportuno ma per il resto si può andare avanti. Sgarbi protesta e stavolta è Letizia Moratti a fargli il ripasso: «Il parcheggio si farà come previsto». Tuttavia i rilievi archeologici continuano. Emergono tombe del IV secolo, scheletri, monete tardo romane, utensili quotidiani. È poco? È molto? A decidere è una commissione ad hoc del ministero, che dà lennesimo via libera e nel luglio del 2007 viene preparato in fretta e furia il cantiere. Passa quasi un anno, però, prima che si decida dove spostare la rampa (verso via Terraggio), e ancora a settembre del 2008 i lavori non sono partiti: «Manca poco», assicura lassessore Simini. E invece no. A dicembre cento milanesi illustri scrivono alla Moratti e al cardinal Tettamanzi: «Comune, fermati di fronte a un patrimonio artistico dellumanità». Tra i firmatari Aulenti, Archinto, Gerardo Colombo, Inge Feltrinelli, Gardella, Gregotti, Rampello, Tronchetti Provera. Palazzo Marino risponde picche ma lavvio dei lavori subisce uno slittamento di dieci mesi e viene fissato a ottobre di questanno. Adesso, insomma. I residenti giocano danticipo e a luglio tentano la carta del ricorso alla corte dei Conti per irregolarità nella convenzione fra Comune e gestore privato. Mentre Italia Nostra integra lesposto del 2006. La giunta risponde con lennesimo ok ai box perfino nel momento in cui ferma un altro parcheggio molto contestato, quello della Darsena. Le ruspe sono pronte ad accendere i motori quando, ieri, arriva lultima tegola. Sembra di sentirli, i residenti: «San Giuànn fa minga ingann». E SantAmbroeus?