Il pm: il sì della sovrintendenza viola i vincoli di unarea sotto tutela La mossa della procura rischia di rallentare linizio degli scavi previsto entro dicembre Ipotizzato labuso dufficio: i dirigenti degli enti dovranno essere ascoltati dal magistrato Il sindaco aveva dato il via libera solo due settimane fa, ora i lavori a rischio stop. Nel mirino i sovrintendenti La procura: per il parcheggio violati i vincoli di unarea sotto tutela Cè una nuova inchiesta sul parcheggio di piazza SantAmbrogio. Il sostituto procuratore Paola Pirotta, titolare delle indagini sulle irregolarità negli appalti per i posteggi, ha inviato un ordine di comparizione al soprintendente per i beni architettonici e del paesaggio di Milano Alberto Artioli e a quello regionale Mario Turetta. Risulterebbero formalmente iscritti nel registro degli indagati per abuso dufficio e, ai primi di novembre, dovranno rispondere alle domande del pubblico ministero su due pareri favorevoli dal punto di vista paesaggistico. Il via libera definitivo era arrivato due settimane fa. Per una «ferita della città» - così Letizia Moratti ha definito quattro grandi progetti di box sotterranei - come il parcheggio in Darsena cancellato, unaltra come SantAmbrogio era pronta a essere «sanata» con linaugurazione dei cantieri a dicembre. E la fine dei lavori preventivata nel 2011. Dopo anni di polemiche, scavi archeologici, raccolte di firme, commissioni di saggi create ad hoc e piani ridisegnati. Ma la storia infinita dei posti auto (200 a rotazione e 320 per residenti divisi su cinque piani interrati) allombra della basilica non è finita. Questa volta, alla lista di guai, si aggiunge unappendice giudiziaria. Il sostituto procuratore Paola Pirotta, titolare delle indagini sulle irregolarità negli appalti per i parcheggi, ha inviato un ordine di comparizione al soprintendente per i beni architettonici e del paesaggio di Milano Alberto Artioli e al direttore regionale Mario Turetta. Ai primi di novembre i due dirigenti ministeriali, che risulterebbero formalmente iscritti nel registro degli indagati per abuso dufficio, dovranno rispondere alle domande del pubblico ministero su due pareri favorevoli dal punto di vista paesaggistico grazie ai quali la società ha ottenuto lautorizzazione a realizzare il parcheggio nella piazza. I pareri sarebbero in contrasto con i vincoli che tutelano SantAmbrogio e potrebbero presentare caratteri di illegittimità. Questo emergerebbe dallesame delle pratiche comunali acquisite nei mesi scorsi dal pm. Per ora quello notificato dalla procura è soltanto un atto dovuto. La novità giudiziaria, tuttavia, potrebbe comportare un nuovo stop alliter amministrativo del posteggio della discordia, che in queste settimane sembrava sbloccato. Le proteste dei residenti, capitanati dallarchitetto Cini Boeri, non si sono mai fermate. E non più tardi dello scorso 7 dicembre venne lanciato da un centinaio di milanesi illustri un ultimo, disperato, appello per salvare una delle piazze simbolo della città. Non solo. Contro il progetto di costruzione del parcheggio, lassociazione Italia Nostra lo scorso luglio ha presentato unintegrazione allesposto in Procura presentato tre anni prima per presunte violazioni alle norme penali in materia di tutela del paesaggio e del patrimonio artistico. Il comitato, invece, aveva presentato un altro ricorso alla Corte dei Conti «per eventuali irregolarità nel rapporto tra il Comune e il gestore del cantiere». Nel 2007 lo stesso pm Pirotta aveva aperto un fascicolo partendo dalle accuse dei comitati su eventuali irregolarità negli appalti per il cantiere. Era stata acquisita anche una puntata della trasmissione «Report» proprio sul tema dei parcheggi milanesi. Tutte le denunce sono confluite in un unico fascicolo che ora è sul tavolo del magistrato. Bisognerà capire quanto questa indagine influirà sulla prosecuzione dei cantieri. Che, era stata la promessa del sindaco, sarebbero dovuti partire a brevissimo. Dopo tre anni di attesa: nel 2006, infatti, il piano aveva ricevuto tutte le approvazioni e, come ha ricordato Albertini, gli operai avrebbero dovuto iniziare a lavorare. Fu Letizia Moratti, in campagna elettorale, a chiedere di congelarlo.