Ieri i familiari di Giovanni Festari hanno formalizzato laccettazione delleredità «Cè chi scrive che un eventuale acquirente dellArchivio Vasari, un oligarca russo, sarebbe morto il 9 settembre? Io ho un contratto firmato proprio nel pomeriggio del 9 settembre, qui a Roma con il rappresentante legale della società Ross Engineering di Mosca, che ha assunto in proprio lonere con una "proposta di acquisto irrevocabile". Il nostro contratto è con loro, non ci sono mediatori di mezzo: e secondo le informazioni in mio possesso, verrà onorato dalla società Ross». Chi parla è lavvocato Alberto Marchetti, legale della famiglia di Giovanni Festari, pronto a batter cassa per la cifra di 150 milioni di euro a favore degli eredi Festari, che ieri nel suo studio hanno formalizzato di accettare leredità. La vicenda delle carte Vasari diventa un giallo, mentre in attesa di altri colpi di scena, i vincoli per non spostare le 31 filze dellarchivio, vengono ribaditi da soprintendenza e ministero dei Beni culturali. Intanto la Procura di Roma prosegue le sue indagini sullidentità dellacquirente russo. Per ora sulle verifiche non trapelano notizie. Lavvocato Marchetti si dice in una botte di ferro: «Il contratto tra Festari e Ross è valido, cè ununica condizione: il diritto di prelazione che può esercitare lo Stato Italiano o il Comune di Arezzo». «Vicenda davvero misteriosa e inquietante, aspettiamo di avere maggiori informazioni» commenta Diana Toccafondi, soprintendente ai beni archivistici della Toscana, ieri in trasferta a Casa Vasari ad Arezzo, dove il ministro Sandro Biondi giorni fa ha predisposto unispezione alle carte dellarchivio. «Ancora non è arrivata - prosegue Toccafondi - Quello che ci preme, insieme al ministero, è capire se latto di vendita stilato nel contratto è valido. Per motivi di tutela vogliamo sapere con certezza chi è il compratore, gli dobbiamo notificare i vincoli che non permettono alle carte di essere spostate da Casa Vasari. Le indagini sono appunto in corso. Sappiamo anche che nel contratto cè scritto che per eventuali problemi tra acquirente e venditore, il foro competente è quello di Mosca». Le 31 filze, con autografi di Vasari, carteggi con e tra Michelangelo, Pietro Aretino e Cosimo I de Medici, osserva la soprintendente, «sono in ottimo stato in cassaforte e sono consultabili». Intanto il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, ha scritto al ministro Bondi: «Gli ho chiesto di acquistare in tutti i modi larchivio, e di esporlo temporaneamente alle Scuderie del Quirinale, in occasione delle celebrazioni vasariane per il 2011. Inoltre lho invitato al nostro consiglio comunale». Anche il consiglio della Regione Toscana si mobilita: ieri è stata approvata a maggioranza una mozione bipartisan, illustrata dal Pd Mauro Ricci, perché la giunta si impegni con il Governo e con il ministero per mantenere nel nostro paese questo importante pezzo di storia della cultura italiana.
FIRENZE - "Archivio Vasari, noi andiamo avanti". I legale degli eredi: è morto il finanziatore russo? Il contratto è con una società
Ieri, la famiglia di Giovanni Festari ha formalizzato l'accettazione dell'eredità dell'Archivio Vasari, un'istituzione storica che contiene opere e documenti di Michelangelo. Il contratto di acquisto è stato firmato con la società Ross Engineering di Mosca, che ha assunto il contratto in proprio. La società ha assicurato che il contratto è valido e che il pagamento sarà effettuato. Tuttavia, la Procura di Roma sta indagando sull'identità dell'acquirente russo. La soprintendente ai beni archivistici della Toscana, Diana Toccafondi, ha affermato che il governo italiano e il comune di Arezzo vogliono sapere se il contratto di vendita è valido e chi è il compratore.
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