E alla fine il ministro Sandro Bondi ha telefonato a Giuliano Amato, presidente della Treccani. Scopo della conversazione, salvare il Dizionario Biografico degli Italiani, lautoritratto nazionale minacciato dai tagli. Nel corso di un lungo colloquio, riferisce una nota del ministero dei Beni Culturali, Bondi e Amato «hanno convenuto sulla necessità che le due istituzioni individuino le forme di collaborazione, soprattutto finanziarie, che possano rafforzare unopera preziosissima che dal 1960 contribuisce in modo determinante alla ricerca storiografica nel nostro paese». Un giudizio assai lusinghiero, che si differenzia da quello espresso dallamministratore delegato della Treccani, Franco Tatò, incline a liquidare il Biografico quale opera superata. Dopo gli appassionati appelli della comunità scientifica, ieri in difesa del Biografico sono intervenute le istituzioni. «Unimpresa editoriale di vasta portata», lha definita il presidente della Camera Gianfranco Fini, ma soprattutto unopera provvista di «una funzione politico-civile assai rilevante: quella di raccogliere, custodire e tramandare lidentità stessa e la memoria collettiva del paese». Uniniziativa editoriale con queste caratteristiche, ha detto Fini, «non può essere giudicata secondo logiche di mercato, ma tenendo conto anche della sua fisionomia di opera con interesse nazionale». Da qui la necessità di mettere a punto «qualsiasi iniziativa che possa consentire al Dizionario di proseguire le sue pubblicazioni secondo gli scrupolosi criteri e le alte finalità culturali che lhanno fin qui caratterizzato». Lallarme per la chiusura del Biografico era partito in mattinata al Senato, con uninterrogazione di Vincenzo Vita e Roberto Della Seta. Sono stati i due parlamentari del Pd a chiedere a Bondi un sostegno finanziario «a uno dei prodotti deccellenza della cultura italiana». Ieri il ministro sè detto disponibile. In attesa del consiglio damministrazione, convocato oggi a Palazzo Mattei, per il Biografico è un punto a favore.