Nuova bega tra gli enti, il contratto prevede il pagamento di 3,5 milioni per l'acquisizione del terreno, 350mila già versati Il Comune non vuole spostare il campo Sinti di via Marconi, ma c'è un impegno scritto Caverni: «Non si vuole lo scontro, ma soluzioni condivise e di buon senso» CRI.OR. PRATO. Un'altra bega tra Comune e Regione. Archiviato - per il momento - lo scontro sul polo espositivo, disinnescata la "bomba" ospedale, tocca al progetto per la realizzazione dell'archivio regionale corredato dalla sede della protezione civile. Edificio - per la protezione civile una sorta di centrale operativa con qualche mezzo a disposizione - che avrebbe dovuto nascere in viale Marconi su un terreno di proprietà del Comune, oggi occupato in parte dal campo nomadi Sinti e in parte dal piazzale attrezzato utilizzato per la fiera di settembre, valutato dalla Regione 3 milioni e mezzo di euro. Sindaco Roberto Cenni, assessore Roberto Caverni (Attività produttive), consigliere delegato Gianni Cenni (delega all'Urbanistica), hanno perplessità così forti sulla fattibilità del progetto, che alla Regione hanno fatto già sapere - ufficiosamente - che così proprio non va e che l'unica via per trovare un accordo e realizzare il complesso, è quella di rivisitare in profondità il progetto redatto dagli architetti della Regione. La decisione - inderogabile - è di non spostare il campo attrezzato Sinti. «Certo non c'è alcuna intenzione di andare a uno scontro - è l'opinione dell'assessore Caverni - ma con buon senso trovare una strada che soddisfi entrambi gli enti. Dalla Regione - aggiunge - non mi aspetto rigidità, ma volontà di collaborare». Moviola. La giunta Romagnoli nel 2006 sigla un convezione con la Regione per la cessione del lotto di terreni in via Marconi. Prezzo pattuito 3milioni e mezzo di euro e l'impegno - anche questo inderogabile, secondo la Regione - di spostare il campo attrezzo Sinti. Per la collocazione della Fiera, l'ex giunta ipotizza di utilizare uno spazio nel Macrolotto due, per le piazzole destinate ai nomadi si sceglie un appezzamento di terreno, distante alcune centinaia di metri dal campo attuale in direzione Prato, di proprietà di un privato. Avanti così. La Regione dà mandato ai suoi architetti di fare il progetto dell'immobile che dovrà contenere in circa 15mila metri quadrati l'archivio regionale - cartaceo da digitalizzare - e in circa 2mila la sede della protezione civile. Il tutto in un edificio formato da un corpo centrale tondo con dei bracci che si distaccano. Insomma una stella. A corredo il progetto individua un'area verde attrezzata con un laghetto artificiale e una passerella. All'ex amministrazione il progetto piace e si procede ancora. Fino a portarlo in conferenza di servizi ma non a licenziarlo per alcune varianti necessarie. Per siglare il patto la Regione versa al Comune un acconto del 10 sul prezzo totale: 350mila euro. L'attualità è tutt'altra cosa. Perché la giunta Cenni ha posto, in via prioritaria, la condizione che i nomadi restino dove sono. «Sarebbe un problema enorme da affrontare» è il commento di Caverni. Il progetto della "stella", visionato dagli uffici tecnici pratesi e dagli assessori, non ha convinto: edificio di impatto eccessivo, discutibile sotto il punto di vista architettonico, ma soprattutto collocato in maniera da impedire gli interventi futuri collegati al parco archeologico di Gonfienti. In più la terra sarebbe stata sottostimata (venduta a soli 50 euro al mq, sostengono), quindi anche dal punto di vista economico non ci sarebbero grandi perdite (anche in vista degli investimenti da fare per un nuovo campo nomadi e il parco fiera). Infine i Sinti: non potrebbero essere spostati nel terreno individuato verso Prato perché area destinata a cassa di espansione. Dunque il Comune ha proposto alla Regione di rivedere il progetto dell'edificio, riducendolo, modificandone la collocazione, così da consentire la compresenza di archivio, protezione civile e campo Sinti. Una condizione senza la quale - ne sono convinti in Comune - si potrà anche rimettere tutto in ballo. La Regione, dal canto suo, aspetta una proposta ufficiale. Che accadrà? Se il tavolo salterà, la prima mossa spetterà al Comune: restituire i 350mila euro.
TOSCANA - Archivio regionale, il progetto traballa
La Regione e il Comune di Prato sono in discussione per il progetto di realizzazione dell'archivio regionale e della sede della protezione civile. Il progetto, valutato dalla Regione a 3,5 milioni e mezzo di euro, prevede la costruzione di un edificio formato da un corpo centrale tondo con dei bracci che si distaccano, in un terreno di proprietà del Comune. Tuttavia, il Comune ha espresso forti perplessità sulla fattibilità del progetto, in quanto il terreno sarebbe stato sottostimato e l'edificio avrebbe un impatto eccessivo. Inoltre, il campo nomadi Sinti, attualmente situato in via Marconi, non potrebbe essere spostato in un'altra area.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo