Che la zona di AntignanoMontenero, dove si intenderebbe realizzare il nuovo ospedale sia particolarmente delicata dal punto di vista ambientale lo capisce chiunque, anche senza aver studiato geologia e senza aver letto che su di essa esistono vincoli paesaggistici ben precisi.. Se poi si vede lo straordinario groviglio di svincoli, sottopassi e sovrappassi che dovranno essere realizzati alle radici della collina di Montenero, viene davvero da rabbrividire.. Un sistema di viabilità micidiale che rischia di ferire in modo indelebile una delle più belle zone della nostra città. Non è accettabile dire, come fa qualcuno, prima si decide che si fa lì e poi si vedrà meglio come. E pensare che sovrappassi nefasti, stile autostradale, ne abbiamo ereditati e con molti problemi, si pensi alle Terme della Salute. I tecnici hanno fatto studi legali e geologici sulla base delle indicazioni avute e non si può pensare davvero che quella sia l'unica soluzione urbanistica possibile, la migliore, se perfino all'interno della maggioranza si alza qualche voce preoccupata, che chiede di pensare ad altri siti, a partire dal Nuovo Centro. Ed allora perché decidere a prescindere da un confronto vero e serio, nel merito e senza pregiudiziali? In più, si pensa di finanziare gran parte dell'opera, vendendo strutture pubbliche destinate sino ad ora ad uso sanitario, a partire da quelle attualmente sede dell'Ospedale. Ma qualcuno ha mai provato a vendere un Ospedale dismesso? Gli riuscirà difficile, a meno che non si consenta di cambiare destinazione per fare qualcosa di molto diverso: per arrivare agli 84 milioni di euro da ricavare solo per quella parte lì, bisognerebbe far costruire, tanto per dare una idea, a dir poco 800 appartamenti da 100 mq, o cose equivalenti. Questa è la dimensione. Con trasformazioni urbanistiche nel cuore della città straordinarie e che andrebbero inserite, prima e non dopo, in un disegno complessivo e rassicurante. Ed allora come si fa a dire intanto partiamo e poi vedremo la viabilità, e poi decideremo le nuove destinazioni d'uso delle strutture dismesse (sulle quali si continua a spendere un sacco di soldi), e poi vedremo il rapporto con i privati, inevitabile e di dimensioni gigantesche, e via rimandando. Saggezza amministrativa e politica vuole che tutte queste questioni, e le tante altre che molti hanno già segnalato, vengano chiarite prima, in modo inequivocabile ed esauriente, al Consiglio Comunale. Approfondimenti, a partire dai servizi sanitari che ci sono e che ci saranno ancora per anni, che si possono fare anche in breve tempo: procedere a spallate sarebbe davvero incomprensibile. Soprattutto quando si fa politica all'insegna del primato del pubblico interesse e dei principi di responsabilità e partecipazione.