Acquedotto Pugliese ha già ottenuto il via libera per 2 impianti su 7 a San Giorgio Barbanente e Losappio contrari al progetto di Introna e Amati Il costituendo parco regionale di Lama San Giorgio, che parte da Gioia del Colle e giunge a Sud di Bari, tornerà ad ospitare costantemente l'acqua. Questo grazie ai sette «affluenti» costituiti dai depuratori che di volta in volta saranno costruiti dall'Acquedotto Pugliese (due sono già in stato avanzato di realizzazione). Si tratta di un sito che accoglierà gli scarichi biostabilizzati degli impianti se funzionati sfornano acqua quasi potabile dei Comuni attraversati dal canale: Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Casamassima, Rutigliano, Noicattaro, Triggiano e Bari. Ma il progetto, che è incluso nel Piano delle acque, non convince tutti gli esponenti della giunta Vendola e parte della popolazione. Anche perché come afferma Francesca Pace, dirigente Ufficio Parchi e Riserve Naturali della Regione, «l'iter d'approvazione dell'area protetta è alla chiusura della Conferenza dei servizi. Attende solo l'approvazione da parte della giunta e della legge istitutiva che è di competenza del Consiglio regionale». Se Onofrio Introna, assessore all'Ambiente e fino a poco tempo fa responsabile del settore Opere pubbliche (rilevato ora da Fabiano Amati che «si riserva di approfondire l'argomento»), parla di un piano «rispettoso della legge perché recepisce le indicazioni della normativa Ue che impone di non scaricare i liquidi nella falda, ma nelle lame di superficie », Michele Losappio, titolare della delega al Lavoro (fino a pochi mesi fa assessore all'Ambiente) si dice stupito dato che «non avrebbe senso lavorare per l'approvazione di un'area protetta che poi ospita tutti questi depuratori». Dello stesso parere l'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, che suggerisce «di valutare la situazione per vedere se è possibile individuare soluzioni alternative di salvaguardia del Parco». Il corso della Lama San Giorgio è lungo circa 40 chilometri (nasce dal valle di Monte Sannace) per una larghezza media di circa 50 metri. Nei pressi di Rutigliano sono stati numerosi i ritrovamenti archeologici e ciò che rimane dell'antico letto del «fiume» è frutto di battaglie contro lo sfruttamento indiscriminato del territorio per uso agricolo (in molti tratti c'è l'interruzione causata dalla creazione di impianti per la coltivazione della vite). Sono già stati espropriati alcuni suoli, nell'area di Casamassima e Sammichele di Bari, per 15 chilometri di lunghezza e cinque metri di larghezza. L'Acquedotto Pugliese ha ottenuto il via libera da parte della Regione alla realizzazione degli impianti. «Dal 1999 chiarisce Maria Iannarelli, dirigente regionale del settore Tutela delle acque la normativa comunitaria vieta lo sversamento delle acque depurate direttamente nel sottosuolo e obbliga le amministrazioni a individuare recapiti alternativi a norma. Tra questi le lame che rappresentano strati superficiali del suolo. Per l'area interessata non è stato possibile attuare altre soluzioni. Il percorso che porta verso il mare è troppo lungo e la realizzazione tecnica presenta diverse criticità. La Regione, quindi, ha previsto limiti molto restrittivi per la tutela ambientale: le acque, alla fine del processo di trattamento, saranno quasi potabili. Inoltre, parte di esse potrebbero essere utilizzate per l'irrigazione agricola. A utilizzare il percorso della lama, in futuro, saranno tutti i Comuni attraversati dal canale». Vito Fatiguso
BARI Depuratori nel parco della Lama. Regione spaccata sul piano Aqp
L'Acquedotto Pugliese ha ottenuto il via libera per la realizzazione di due impianti di depurazione a San Giorgio Barbanente e Losappio, che saranno utilizzati per trattare le acque depurate provenienti da sette Comuni. Il progetto è incluso nel Piano delle acque e prevede la realizzazione di un parco regionale di Lama San Giorgio, che ospiterà gli scarichi biostabilizzati degli impianti. Tuttavia, alcuni esponenti della giunta regionale e della popolazione esprimono dubbi sulla convenienza del progetto, a causa della lunghezza del percorso e delle criticità tecniche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo