Gli affari dell'ex capo pd DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE «Questi rubavano per sé dice il sindaco Renzi facevano cose inaudite. E mi hanno rubato pure la visibilità: io pedonalizzo l'area del Duomo e tutti scrivono della corruzione nel Pd per i lavori edilizi...». Il giovane sindaco Matteo Renzi parla dell'inchiesta giudiziaria che ha portato all'arresto dell'ex capogruppo Pd in Comune, Alberto Formigli, e all'indagine sull'ex presidente Pd della commissione urbanistica, Antongiulio Barbaro, e poi altri sei arresti tra funzionari, geometri comunali, architetti. I giudici hanno chiamato l'inchiesta «Mani sulla città», parlano di «corrosione dell'etica pubblica», l'ipotesi è che bastasse far fare i lavori, ristrutturazioni soprattutto, alla società Quadra per ottenere in Comune qualsiasi permesso. Della Quadra, Formigli era fondatore. Questa nuova tempesta giudiziaria si affianca a quella di fine 2008 per lo sfruttamento edilizio dell'area Castello, proprietà Ligresti. Due assessori della giunta di Leonardo Domenici sotto inchiesta, costretti a dimettersi. Ieri l'ex sindaco Domenici è intervenuto, dopo mesi di silenzio, per togliere al Pd l'ombra del partito immerso nell'urbanistica cittadina: «Ma quale cupola ha detto al Corriere Fiorentino , chi ha sbagliato deve pagare ». Ora tocca a Renzi, la sfida dell'urbanistica a Firenze, dove il partito dei geometri e degli architetti si è trovato a trattare con uomini dei Ds, poi Pd. Renzi ne era conscio. Forse spaventato. Ha deciso di tenere per sé l'assessorato all'urbanistica, ha cambiato tutti i dirigenti del settore, ha chiamato come superconsulente l'ex sindaco di Genova, Pericu, avvocato esperto di diritto amministrativo. Renzi si è smarcato spesso dal suo partito, il Pd, in campagna elettorale e nei primi mesi di mandato e tanto più lo ha fatto nel settore più a rischio. «Ora Renzi ha un problema dice Ornella De Zordo, consigliera d'opposizione di sinistra . Deve approvare il piano strutturale entro agosto o scadrà il piano regolatore e Firenze sarà senza strumenti urbanistici. Ma quel piano era stato impostato dalla precedente gestione ed era contrattato con i proprietari dei terreni...». Renzi va all'attacco: «Io ho già riscritto tutto. A Firenze non si costruirà più neanche un metro cubo di cemento. Solo ristrutturazioni. E poi ci sarà un parco o un giardino raggiungibile a piedi in dieci minuti da ciascun cittadino». Renzi ha già stravolto molti antichi piani. Ha pedonalizzato l'area del Duomo, ha chiesto alle ferrovie di rinunciare alla faraonica stazione sotterranea progettata dall'architetto Foster (400 milioni di euro). Aspetta il progetto dei Della Valle per il nuovo stadio. L'inchiesta lo sfiora. Gli arrestati e indagati erano suoi avversari alle primarie, appoggiarono Lapo Pistelli. Uno degli indagati, Salvatore Scino, è stato eletto nella lista Renzi: falsificò un documento per lavori nella casa della compagna. «Un ingenuo», dice Renzi. Sull'urbanistica si gioca il suo brillante futuro politico. Andrea Garibaldi
TOSCANA - URBANISTICAL'inchiesta Mani sulla città. Renzi: ruberie inaudite stop a ogni costruzione
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, parla dell'inchiesta Mani sulla città che ha portato all'arresto di sei persone, tra funzionari e architetti, per l'accusa di corruzione nell'urbanistica. L'inchiesta riguarda la società Quadra, fondatrice di Alberto Formigli, ex capogruppo Pd in Comune, e l'ipotesi che la società abbia ottenuto permessi per lavori e ristrutturazioni grazie al suo legame con il Pd. Renzi ha affermato di aver riscritto il piano strutturale di Firenze e di aver impostato nuovi piani per la città, tra cui la pedonalizzazione dell'area del Duomo e la rinuncia alla stazione sotterranea progettata da Norman Foster.
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