Una struttura delle tre scoperte dovrà essere demolita. Il caso in consiglio La giunta del Comune di Orbetello, con una delibera, ha esaminato tre casi di abusivismo edilizio emersi sul territorio, determinando che saranno posti all'attenzione dei consiglieri nel prossimo Consiglio Comunale, durante il quale gli amministratori lagunari dovranno decidere cosa fare degli immobili sequestrati. «Si è trattato di decidere su tre distinti casi di abusivismo edilizio - spiega una nota del Comune - per i quali, accertato il passaggio in giudicato degli eventuali ricorsi giurisdizionali e preso atto degli accertamenti di inottemperanza alle rispettive ordinanze di demolizione delle opere abusive, restava da stabilire se procedere d'ufficio alle demolizioni oppure se, come consente la legge, verificata l'esistenza di prevalenti interessi pubblici, disporre l'invio delle pratiche al Consiglio Comunale per la definitiva acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio del Comune». Gli abusi edilizi sono stati scoperti in tre distinte zone del Comune di Orbetello, uno a Giannella, uno in località Patanella e l'ultimo lungo la Strada Statale Aurelia, in località 4 Strade. «A Giannella è stata scoperta una struttura interamente abusiva - spiega l'assessore - che, dopo l'eventuale ratifica del Consiglio Comunale, verrà acquisita come patrimonio pubblico, e, come prevede la legge, destinata a usi sociali. L'abuso di Patanella, invece - conclude Di Vincenzo - sorge in una zona vincolata e perciò verrà demolito. Anche alle 4 Strade la struttura è interamente abusiva, ma anche in questo caso è possibile l'acquisizione e noi vorremmo farne un parco pubblico, a uso di tutti i cittadini, risanando il territorio compromesso a causa di esclusivi interessi privati e, quindi, particolari». La Giunta comunale ha deciso di procedere alla demolizione definitiva di una delle opere abusive; per le restanti due ha deliberato di trasmettere gli atti al Consiglio Comunale per la definitiva acquisizione delle opere abusive al patrimonio comunale. Dopo i recenti fatti di Messina e l'appello del Capo dello Stato agli Enti pubblici di vigilare con severità contro l'abusivismo edilizio, arrivano i primi risultati della politica di tolleranza zero, perseguita dal sindaco Matteoli nel Comune che amministra, come spiega l'assessore lagunare all'urbanistica, Rolando Di Vincenzo. «La Maremma - sottolinea l'ex primo cittadino - non è terra di conquista e di abusi, questo è il messaggio che vogliamo dare. Gli abusi, commessi per la maggior parte da persone al di fuori della nostra comunità, dequalificano il territorio e, visto l'impegno e le ingenti somme che spendiamo per riqualificarlo, vogliamo che gli sforzi dell'Amministrazione e di conseguenza dei cittadini non siano vani». «Il Comune ha potuto ottenere questo primo risultato - prosegue Di Vincenzo - grazie all'impegno dei propri uffici tecnici e della polizia municipale, ma anche grazie alla collaborazione del comando locale dei Carabinieri, del Noe, Nucleo Operativo Ecologico, dell'Arma di Grosseto e della sensibilità della Procura della Repubblica».