Palazzo civico conta di incamerare 3,5 milioni: in calo gli incassi dagli oneri di urbanizzazione Con l'ex sede di via Boccaccio anche i magazzini di via Puccini Un piano triennale delle opere pubbliche per il quale - sono parole di Michela Ghezzani - «la giunta ha fatto una scelta di responsabilità, cercando di programmare gli interventi rispetto ai problemi che ancora oggi presenta il patto di stabilità imposto agli enti locali». Le cifre parlano chiaro: in tre anni la giunta vara opere pubbliche per poco più di 9 milioni e mezzo di euro. Nessun investimento fuori dagli schemi ma un piano in cui gli amministratori - fa capire Ghezzani - sarebbero stati giocoforza più realisti del re. MUTUI BLOCCATI. Il problema, del resto, è sempre quello: recuperare soldi senza accendere nuovi mutui, cosa che il comune di Cecina non può più fare sebbene - spiega l'assessore - da alcuni anni sia entrato a far parte dei cosiddetti «comuni virtuosi», quelli in sostanza che hanno i conti a posto. Allora come fare per finanziare oltre 9 milioni di opere senza incorrere in sforature del patto di stabilità o imbattersi in pericolosi tentativi di «finanza locale creativa»? La strada che indica Michela Ghezzani - che oggi ha la delega ai Lavori Pubblici ma che si è occupata fino a gigno scorso dei numeri e dei conti dell'ente - prevede due possibilità: quella di finanziare gli investimenti con gli oneri di urbanizzazione e quella di mettere in vendita parti del patrimonio comunale. La scelta fatta da palazzo civico contempla il mantenimento di queste due leve, peraltro ampiamente utilizzate anche negli anni scorsi. ONERI IN CALO, COLPA DELLA CRISI. Partiamo dagli oneri di urbanizzazione. Sono un contribuito che chi costruisce deve pagare ai Comuni a titolo di compartecipazione alle spese che le stesse amministrazioni comunali sostengono per dotare la città di servizi. Ebbene, per tutto il 2008 - spiega Ghezzani - l'amministrazione ha incassato 2milioni e 400mila euro di oneri dai costruttori. Nel 2009, però, c'è stata una forte contrazione e palazzo civico chiuderà l'anno mettendosi in saccoccia poco più di un milione e 400mila euro, circa unn milione meno del 2009. E questo, per un'amministrazione che ha tutti gli strumenti urbanistici in regola ed «esecutivi» (a differenza, per esempio, dal vicino comune di Rosignano) è una perdita considerevole. Senza un'inversione del trend economico è difficile pensare che - anche per i prossimi tre anni - palazzo civico possa raggranellare più di quello che farà quest'anno. VENDITE DI BENI COMUNALI. L'altra strada forzata per poter incamerare denaro cash, oltre all'incasso degli oneri dei costruttori, è quella di vendere parte di quel patrimonio pubblico che il Comune ritiene non più redditizio o utilizzabile. Come è stato fatto per la prima tranche dei lavori su viale della Vittoria, l'amministrazione ha in programma altre due alienazioni (a breve scadenza) ed una terza, ancora da valutare. La prima è quella dei magazzini di via Puccini. Non è una novità che il Comune vuole venderli. In passato, la cosa, aveva suscitato polemiche tra i residenti della zona preoccupati per l'insediamento -nell'area - di un maxi-palazzo dall'impatto devastante. Polemiche che erano entrate anche in aula consiliare. Oggi il Comune ci riprova, fermo restando - dice Ghezzani - che «non c'è nessun megapalazzo ma un'immobile che si sviluppa su 2 piani da destinare ad unità abitative». Da questa operazione si conta di incassare circa 2 milioni anche se non c'è ancora una valutazione periziale dell'immobile. L'altra alienazione - già da tempo annunciata - è quella dell'ex sede comunale di via Boccaccio. Qui c'è già una perizia fatta fare dagli uffici (l'immobile è stato valutato 1.600.000 euro) ma l'amministrazione comunale deve risolvere la bega della tomba di Casale vincolata dalla Sovrintendenza. C'è il problema di rimuoverla e fintanto che non si troverà un sistema il Comune non potrà procedere al bando per la vendita. Infine esiste un'ipotesi allo studio per mettere in vendita un altro «pezzo» di patrimonio comunale. Si tratta - ci annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici - dell'edificio comunale di via Volta dove c'è la vecchia area cantoniera. Va ribadito che è solo un'ipotesi per cui non esistono ancora cifre e perizie ma che il Comune potrebbe prendere in serie considerazioni per far cassa. Fra oneri di urbanizzazione ed entrate provenienti dalle alienazioni l'amministrazione conta di recuperare una cifra che si avvicina ai 9 milioni che compongono la voce investimenti. In mezzo c'è tutta una serie di punti interrogativi: basteranno per tutte le opere pubbliche o no? L'assessore Ghezzani confida di sì e parla di «scelte di grande responsabilità» da parte della giunta. A.R.
TOSCANA - CECINA. In vendita due edifici comunali
Il comune di Cecina ha un piano triennale per le opere pubbliche che prevede l'incameramento di 3,5 milioni di euro. L'amministrazione ha scelto di finanziare gli investimenti con gli oneri di urbanizzazione e con la vendita di parte del patrimonio comunale. Gli oneri di urbanizzazione sono in calo, con un incasso di circa 1,4 milioni di euro nel 2009, rispetto ai 2,4 milioni del 2008. La vendita di beni comunali, come i magazzini di via Puccini e l'ex sede comunale di via Boccaccio, è stata scelta come strada per recuperare denaro.
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