A Rifredi, al Galluzzo, in via Ponte di Mezzo: bene linchiesta, ma ci sono anche i danni "Ci sentiamo traditi. Quella commissione doveva essere imparziale..." E tempo, per loro, di tirare un sospiro di sollievo di fronte a una giustizia che «finalmente inizia a fare il suo corso». Ma anche, al tempo stesso, di domandarsi cosa succederà adesso. Il mio primo pensiero, appena ho letto i giornali, è stato chiedermi se ora, con tutti questi arresti, saranno bloccati anche i cantieri», dice Simona Bini, che abita nella casetta rosa di via Ponte di Mezzo 27, letteralmente soffocata da tre palazzoni che le hanno rubato luce e aria. Il primo progettato dalla società di Riccardo Bartoloni e Alberto Vinattieri, gli altri due dal geometra Marco Bordignon. Lultimo edificio è ancora in fase di costruzione ma, assicura la signora Bini, ieri il cantiere è rimasto deserto: «Mi chiedo se sia una semplice pausa dei lavori o se posso sperare in qualcosa di più». Se lo domanda anche Monica Giglioli, che abita in via XXIV Maggio, in un terratetto che rischia di essere oscurato dal palazzo, alto 13 metri, che sta per sorgere al posto dellantica falegnameria Fabbrani. Anchesso progettato dalla Quadra. «Il cantiere - spiega - è in piena attività, e procede alla velocità della luce. Sono soddisfatta per il lavoro fatto dalla magistratura ma mi chiedo se ci sia anche la voglia di rimediare ai danni materiali subiti dai cittadini. Almeno laddove, come nel nostro caso, gli edifici non sono ancora stati ultimati». E scettico al riguardo Franco Poli, del comitato Ex panificio militare, impegnato in questi anni nelle vicende di viale Corsica, via Ponte di Mezzo e del complesso Dalmazia: «In Italia esiste un principio normativo secondo cui, se la demolizione di un edificio comporta rischi per la sicurezza, non può essere ordinata. E per questo che tanti "mostri" sono rimasti in piedi». «Quello che sta accadendo - commenta - non è un fatto, ma una conseguenza: quella di un sistema normativo caotico, oscuro agli stessi addetti ai lavori, che si presta facilmente agli abusi». Proprio il comitato Ex panificio si è rivolto, più e più volte, a quella III commissione urbanistica che, almeno in teoria, avrebbe dovuto rappresentare una garanzia di imparzialità ma che, in pratica, era tuttaltro: secondo i magistrati il presidente Antongiulio Barbaro si faceva dettare le risposte da dare ai cittadini direttamente da Riccardo Bartoloni, socio e direttore tecnico della Quadra, ovvero la controparte di cui questi contestavano opere e interventi. «Che qualcosa non funzionasse era evidente, ma non pensavamo che si fossero spinti a tanto. Ci siamo sentiti traditi. E una vicenda tristissima, perché riguarda unistituzione che avrebbe dovuto offrire una garanzia di imparzialità. Credo si tratti di una delle pagine più ignobili che ci lascia la precedente amministrazione», commenta unappartenente al comitato. Che sta preparando, insieme agli altri coinvolti, un documento da presentare domani alla stampa. Dove si ipotizza un allargamento delle responsabilità: «Bene che così evidenti fenomeni di attività edilizia di dubbia legittimità siano indagati e giudicati dagli organismi giudiziari, ma resta la domanda sul ruolo amministrativo del Comune e dei Quartieri che nella circostanza, seppur ripetutamente interessati, non risulta a noi che abbiano mai intrapreso azioni di vero controllo sui fatti di volta in volta evidenziati dai cittadini, dai comitati o da associazioni». Lidea è che linchiesta abbia ancora tanto da rivelare: «Umanamente sono vicino alle famiglie delle persone coinvolte. Ma non posso non essere soddisfatto per quanto la procura sta facendo emergere e per quanto ancora, spero, deve venire fuori», dice Maurizio Toma del comitato del Galluzzo. Per lui la lista dei responsabili non si riduce ai 24 nomi degli indagati pubblicati ieri: «Quello che voglio dire è che mi sembra davvero strano che gli altri responsabili dellurbanistica della precedente amministrazione fossero alloscuro del "privilegio" della società di Bartoloni e Vinattieri». «Sono felice - aggiunge - perché sembra davvero che adesso ci sia la volontà di cambiare. Un segnale importante è che il nuovo sindaco abbia tenuto per sé la delega dellurbanistica».
TOSCANA - URBANISTICA I vicini soffocati dal cemento "Ora bloccate anche i cantieri"
A Rifredi, in via Ponte di Mezzo, è stata effettuata una perquisizione e arresti in relazione a un'inchiesta sull'attività edilizia di dubbia legittimità. I cittadini abitanti nella zona hanno espresso soddisfazione per la giustizia, ma hanno anche sollevato dubbi sulla possibilità che i cantieri siano bloccati e sulla mancanza di rimedi per i danni materiali subiti. Il comitato Ex panificio militare ha espresso scetticismo sul fatto che la demolizione di edifici con rischi per la sicurezza possa essere ordinata senza un'inchiesta approfondita. La vicenda ha sollevato dubbi sulla correttezza dell'urbanistica della precedente amministrazione e sulla mancanza di controllo dei Quartieri.
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