La Procura accusa: Ciolli e Benedetti spiavano il nostro lavoro I difensori: "Quali mani sulla città, qua cè solo confidenza tra professionisti" Quelli della Quadra arrivavano dove neppure ai dipendenti della direzione urbanistica del Comune di Firenze è consentito arrivare facilmente: mentre questi ultimi devono formalizzare domande scritte di accesso ai documenti, i professionisti della Quadra godevano di «trattamenti privilegiati» che permettevano loro di «aggirare le normali procedure di acquisizione, visione ed estrazione di copie della documentazione contenute nelle pratiche edilizie». E questa una delle accuse che gli inquirenti muovono nelle 263 pagine del provvedimento che indaga 24 persone tra cui lex capogruppo Pd in Comune Alberto Formigli, ne manda sette in custodia cautelare e ipotizza che unassociazione a delinquere poggiata sulla Quadra abbia pilotato illecitamente molti affari edilizi. E una delle accuse, appunto. Ma ovviamente non la più grave. Se da una lato gli investigatori ipotizzano «la pressoché costante e quotidiana collaborazione dei dipendenti comunali Ciolli e Benedetti con la Quadra», «lomissione di controlli» da parte loro e il «rilascio di concessioni edilizie in contrasto e difformità alle norme edilizie urbanistiche», dallaltro lato denunciano come linchiesta giudiziaria sia stata nel mirino di quella che definiscono una «attività di intelligence» che operava allinterno di Palazzo Vecchio a favore della Quadra: molto banalmente - rivelerebbero intercettazioni telefoniche e ambientali - i dipendenti comunali Ciolli e Benedetti informavano puntualmente la Quadra delle iniziative investigative della polizia giudiziaria. Ora la corte dei conti della Toscana, ricevuto lunedì mattina il fascicolo dalla procura, sta valutando se ci sono i presupposti per aprire una propria inchiesta per danni allerario. Intanto gli avvocati degli indagati incominciano a preparare le difese. «I rapporti tra Formigli e i professionisti della Quadra erano inevitabili rapporti tecnici tra chi un tempo è stato socio nella stessa azienda» dice Piermatteo Lucibello che assiste Formigli e Riccardo Bartoloni. «Quelli con i tecnici comunali - aggiunge - erano rapporti cordiali che non hanno inciso sulla legittimità delle pratiche, non cè stata né associazione a delinquere né corruzione». Parla anche Felice Cecchi, difensore di Ciolli, che definisce i comportamenti del suo assistito «semplici, normali, inevitabili, direi ovvie collaborazioni, nessuna corruzione, nessun asservimento. Gli investigatori - aggiunge Cecchi - parlano di alcuni video che riprendono Benedetti e Ciolli mentre, nei loro uffici, seguono le indicazioni dei professionisti della società di progettazione. Chi frequenta quei posti sa che si tratta di normali fasi di confronto quando si elaborano progetti complessi, che non implicano assolutamente corsie preferenziali».
TOSCANA - URBANISTICA "Unintelligence in Palazzo Vecchio"
La Procura di Firenze ha indagato 24 persone, tra cui il leader del Pd in Comune Alberto Formigli, per accuse di corruzione e associazione a delinquere. Gli indagati sono stati accusati di aver spiatato il lavoro del Comune di Firenze e di aver ottenuto trattamenti privilegiati per accedere ai documenti. La Procura ha anche ipotizzato che un'associazione a delinquere abbia pilotato molti affari edilizi. La corte dei conti della Toscana sta valutando se ci sono i presupposti per aprire una propria inchiesta per danni all'azienda. Gli avvocati degli indagati sostengono che i comportamenti dei loro clienti erano normali e non corrotti.
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