Il recente colpo di mano con il quale la giunta comunale, su proposta dellassessore allurbanistica e vicesindaco Santangelo, ha approvato la variante di destinazione delledilizia del Puc di Bagnoli, con laumento da 1300 a 2000 abitazioni e la conseguente riduzione della parte destinata a servizi e infrastrutture, rimette in gioco lintera questione del futuro dellarea. Ma se la procedura seguita è sancita dalla legge urbanistica regionale, ed è vero che non ha bisogno di passare per lapprovazione del Consiglio, essa deve pur sempre sottostare ai passaggi previsti dallarticolo 24, che dispongono la verifica della Provincia e quella della Soprintendenza. Dunque vedremo se in quelle sedi si verificherà lunanimità di vedute che la giunta si attende. In merito, leggiamo che il sindaco ha dichiarato come la proposta sia il frutto di una migliore valutazione della «fame di case». Non è chiaro però chi abbia fame, né a quali pressioni specifiche la variante intenda rispondere. Intanto, sarebbe stato auspicabile che quanto affermato fosse sostenuto da opportune valutazioni di carattere statistico e urbanistico, che non si vedono neppure menzionate. Cè da credere che il servizio urbanistico comunale abbia elaborato qualche relazione a questo proposito, di cui i cittadini non mancheranno di essere messi a conoscenza a cose fatte. Ma la questione vera è che neppure di fronte allevidenza di unemigrazione continua e inarrestabile da Napoli verso i comuni contermini la nostra amministrazione locale prende atto della necessità di un diverso indirizzo. Quella emigrazione infatti non è il risultato della mancanza di case, quanto della limitatezza di un certo mercato immobiliare allinterno della cerchia di garanzia, compresa cioè nella estensione del quartiere Chiaia San Ferdinando e di poche propaggini al di fuori di esso. Quasi tutto il resto è infatti off limits, per numerose e combinate ragioni, che vanno dallinaccessibilità ai mezzi privati e pubblici fino alla presenza delle famiglie camorristiche, allinsicurezza sociale, allabbandono di ogni tipo di manutenzione, alla mancanza, precarietà e insufficienza funzionale di ogni tipo di servizio locale. Quella emigrazione è ricerca di spazi, ma anche ricerca di serenità e di libera esplicazione della vita civile, mentre al contrario ogni intervento di riqualificazione edilizia e funzionale del centro urbano è rinviato sine die. Chi si allontana da Napoli sottrae anche alla città una quota di reddito, ma anche una quota di bisogni, e di correlati obblighi amministrativi, mentre non si vede quanto possa essere positiva la scelta di realizzare 700 altre case vista mare in un contesto inevitabilmente concorrenziale al centro urbano, se non per provocare unulteriore emigrazione interna, almeno dei ceti che se lo potranno permettere, depauperando così ulteriormente il già troppo degradato milieu sociale del centro storico. E aggravando ulteriormente il debito funzionale dellarea. A chi giova dunque loperazione? Essa verosimilmente corrisponde a quanto avviene contemporaneamente sul fronte orientale, dove gli ostacoli politici e le opposizioni ambientaliste tendono a ridimensionare larticolo 5 della "legge sulla casa" in corso di approvazione, anzi propriamente quella parte nella quale è previsto il cambio di destinazione duso da impianti industriali a residenza. In questo senso, è ben chiaro chi ha fame: gli stessi che, non potendo realizzare in pieno il loro disegno a Est, provano a ottenere unidonea compensazione a Ovest. È vero che qualche componente della giunta ha protestato; ma sarebbe più coerente trarne indicazioni politiche più determinanti. Infine, è da rilevare che la parte più inaccettabile della normativa in corso di applicazione (cui si aggiunge anche questultimo cadeau della giunta) consiste nellassurdo di riconfermare di fatto e incrementare ulteriormente linsediamento nella fascia costiera, cioè quella più congestionata, mentre ogni sforzo sarebbe da fare per affrontare il ridisegno urbanistico dellhinterland napoletano, in vista della creazione di nuovi attrattori insediativi lontani dal suo immediato contorno.
la Repubblica
28 Ottobre 2009
CAMPANIA - PAESAGGIO CEMENTO. Settecento case con vista mare
GI
Giulio Pane
la Repubblica
La giunta comunale di Napoli ha approvato una variante di destinazione dell'edilizia del Puc di Bagnoli, che prevede l'aumento da 1300 a 2000 abitazioni. La procedura è stata seguita dalla legge urbanistica regionale e non richiede l'approvazione del Consiglio. Tuttavia, la Provincia e la Soprintendenza dovranno verificare la proposta. Il sindaco ha affermato che la variante è il frutto di una migliore valutazione della fame di case, ma non ha fornito dati statistici o urbanistici per supportare la sua affermazione.
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