Doveva essere un giorno determinante quello di ieri per l'istanza giudiziaria sul Lisippo promossa dal pm Silvia Cecchi in seguito all'esposto della associazione "Le cento città". Invece l'udienza è stata rinviata nuovamente al 21 dicembre prossimo, perché il giudice Lorena Mussoni ha accolto la richiesta dell'avvocato Alessandra Gualazzi - in rappresentanza dell'avvocato Alfredo Gaito di Roma che difende il Paul Getty Museum - di ascoltare nuovi testimoni. Tra questi il direttore stesso del museo californiano Steven Clark che darà la sua versione su come venne acquistata la statua pescata dai pescatori fanesi nel 1964. Il responso del giudice, che deve valutare la richiesta di confisca della statua come oggetto del reato di esportazione illegale, sarà decisivo per la restituzione o meno del prezioso capolavoro lisippeo, in quanto i responsabili del museo, dopo forti pressioni esercitate dal ministero degli esteri e dal ministero dei beni culturali italiani, ha formalmente accettato la sentenza come decisione risolutiva della vertenza. "Siamo ottimisti sull'esito di questa vicenda ha dichiarato Alberto Berardi, membro della associazione Le Cento Città, che ieri mattina, insieme all'avvocato Tristano Tonnini, era presente in tribunale . Che la statua sia stata esportata illegalmente dal territorio italiano è ormai un fatto assodato". "L'audizione di Steven Clark che si terrà il 21 dicembre prossimo nel Tribunale a Pesaro ha evidenziato il consigliere regionale Giancarlo D'Anna - conferma che quanti in questi anni si sono adoperati per tenere viva l'attenzione sulla vicenda Lisippo hanno fatto un buon lavoro. Sulla vicenda l'onorevole Claudio Barbaro ha presentato su mia sollecitazione un'interrogazione parlamentare". A mobilitarsi è stato anche l'Archeoclub fanese con una grande raccolta di firme, tempestando di cartoline la direzione del Paul Getty Museum. Il giudice Mussoni comunque ha fissato un punto fermo argomentando che la statua è diventata bene dello Stato nel momento in cui è stata imbarcata su un nostro peschereccio e ha toccato il suolo di Fano. MASSIMO FOGHETTI,