il comico guida la rivolta contro la legge Genova. «Ci diano un'idea, una sola, che non comporti cemento, ghiaia e betoniere, e noi la portiamo avanti. Il problema è che qui abbiamo a che fare con dei fossili che vogliono ulteriormente fossilizzare Genova». Beppe Grillo, un fiume in piena. Da giorni il suo blog fa a pezzi la giunta regionale sul Piano casa. «Fermiamoli, fermiamoli a qualunque costo» si infiamma al telefono. Per la verità hanno già fatto dietrofront. Non conosce gli ultimi sviluppi? «Il Piano va avanti, hanno solo bloccato gli emendamenti, hanno bloccato il più grande delirio di cemento che ci sia oggi in Italia». Non le basta? Sotto le pressioni dell'opinione pubblica la Regione ha deciso di confermare il testo del luglio scorso. «Era già quello un delirio. E poi come si fa a chiamarlo Piano casa? È un Piano cemento. Vede, il problema non è ampliare un alloggio del 20-30-60, ma l'idea di continuare a investire sul calcestruzzo, quando abbiamo 2 milioni e mezzo di case sfitte e c'è il crollo del mercato immobiliare. Puntare su un'idea del genere significa essere disonesti o avere una concezione del futuro da novantenni. È delinquenza senile». L'obiettivo dichiarato è creare lavoro in un momento di profonda crisi. «Lavoro. È una parola abusata, una bestemmia in bocca ai nostri politici. Sotto questa parola si fa passare qualsiasi cosa. Vadano nel deserto a creare lavoro con il calcestruzzo. Ma lo sa che il più grande imprenditore immobiliare del mondo è l'ndrangheta calabrese? La più grande azienda in franchising della mafia. Ecco per chi creiamo lavoro». Ha proposte alternative? «Ma certo. Il lavoro si crea puntando sulla riconversione e la ristrutturazione dell'esistente, creando aree verdi, piste ciclabili, laghi. Dobbiamo ridurre l'impatto del cemento. C'è da togliere materia, passare dalle 30 tonnellate pro capite di oggi a 20, questo stanno studiando i Politecnici svizzeri e tedeschi; ridurre i consumi da 6.000 a 2.000 watt con l'efficenza energetica, questa è la grande scommessa. Mettere a norma gli edifici, ad esempio, sotto il profilo dell'efficienza energetica. Così si dà lavoro a centinaia di imprese; chi fa le porte, chi le finestre, chi gli impianti elettrici. Sono questi i nuovi lavori. Mettere a norma energetica le case come si fa a Bolzano, in Germania. E poi chi costruisce senza seguire criteri virtuosi paga una penale che andrà a finanziare chi, al contrario, costruisce bene. Ripensiamo alla Genova del futuro partendo da queste idee, senza spostare stadi, costruire ipermercati o strade. Zero cemento, deve essere l'obiettivo. Io voglio una città così e invece qui parlano di gronde...». È contrario anche a quel progetto? «Costa come il ponte sullo Stretto e non ha senso. Cercano di convincerci del contrario vendendo proiezioni false, ripeto, false, sui flussi di traffico. Ancora cemento per fare passare camion. Ma cosa c'è dentro a quei camion? La patata che parte della Westfalia e va in Sicilia; i maiali trasferiti dal Belgio a Parma; le macchine con un pezzo costruito in Corea, l'altro in Germania e l'altro ancora in Italia. Sono questi i flussi? Costruiamo nuove strade quando metà dei camion viaggiano vuoti; o maxi piattaforme portuali per far girare container pieni di cianfrusaglie dalla Cina, ben sapendo che come il prezzo del petrolio va su i traffici si fermano». Scusi, ma come le facciamo girare le merci? «C'è la ferrovia, che potenzino quella. Noi abbiamo progetti meravigliosi su rotaia. Ma ai giornali non le raccontiamo altrimenti ce le bruciano». B. L. 28102009 «registriamo tuttala seduta del consiglio» la protesta dei grillini: faremo vedere il filmato alla gente Genova. «Registreremo integralmente il consiglio regionale così lo faremo vedere alla gente che alle prossime elezioni saprà come comportarsi» hanno detto gli ambientalisti e i grillini, ieri mattina, in Regione, Èâ??stato un incontro a muso duro, in cui sono volate accuse e minacce, quello tra alcuni esponenti della Casa della Legalità e del Meetup Amici di Beppe Grillo con Luigi Cola (Pd), Carlo Vasconi (Verdi), Matteo Marcenaro (Pdl) e Nicola Abbundo (Pdl), consiglieri regionali che fanno parte della commissione consigliare regionale Territorio e Ambiente che ha lincenziato il piano casa, contestato dagli ambientalisti, ma atteso ma moltissimi liguri per poter ampliare di pochi metri quadrati, giusto la cameretta in più, le abitazioni. Secondo la delegazione che ieri è stata ricevuta in Regione, la commissione non si sarebbe comportata correttamente. Una volta approvato il piano avrebbe dovuto convocare una seconda volta tutti, comitati e coordinamenti territoriali ambientalisti per far valutare da loro la correttezza della decisione. Sul merito gli ambientalisti hanno chiesto il blocco di ogni sorta di possibilità di ampliamento nei territori dove sia risaputo sia il rischio sia il dissesto idrogeologico, nei Parchi e nelle zone storiche, nelle zone "sature", nelle zone di pericolo indicate dai Piani di Bacino così come in ogni area protetta o vincolata degli altri strumenti di pianificazione urbanistica. Richieste che, anche sul sito della Casa della Legalità, sono state definite «minime, non talebane». L'incontro si è concluso con una "promessa" da parte degli ambientalisti: oggi, puntuali alle 9.30 si ripresenteranno all'inizio del lavori del Consiglio Regionale che dovrà votare sul Piano Casa e sugli emendamenti che saranno ripresentati in aula. E probabilmente, come annunciato nella riunione informale di ieri, si prensenteranno "armati" di telecamere «per documentare - hanno detto - il comportamento del consiglio regionale».