Consegneranno le chiavi di studi, botteghe e atelier dopodomani, giorno di apertura del Salone dell'Arte e del Restauro in programma alla Stazione Leopolda. «Speriamo le raccolga il sindaco Renzi, che da sempre si dichiara sensibile alle problematiche legate all'occupazione». Parla con un po' di groppo alla gola Andrea Cipriani, presidente del comitato "La ragione del restauro", nato da un gruppo di restauratori che da anni operano nel settore della conservazione di beni culturali e che, a seguito dell'adozione del regolamento del ministero per i Beni culturali e degli atti ad esso correlati, temono oggi di non poter più svolgere la propria attività a causa del mancato riconoscimento della qualifica da parte dello Stato. Rappresentato e assistito in ambito legale dagli avvocati del Foro di Firenze Pietro Celli e Alfonso Bonafede, il Comitato che ha sostegno dell'associazione Bastioni, Fillea restauro e Cna ha così deciso di promuove la prima azione di protesta. «Consegneremo simbolicamente le chiavi delle nostre attività come testimonianza del nostro sconforto e del nostro sdegno nel vederci non riconosciuta, come sarebbe giusto e di diritto, la nostra professionalità - sottolinea Andrea Cipriani - Non vogliamo continuare a essere ignorati dal ministero e chiediamo alle autorità locali di dimostrare attenzione verso la nostra complessa situazione». «Di farsene carico, in quanto avrà pesanti ripercussioni sulla realtà economica, occupazionale del territorio prosegue . Migliaia di persone che fino ad oggi hanno svolto attività di restauro (peraltro regolarmente certificata in punto di corretta esecuzione dei lavori direttamente dal ministero), non riuscendo a dimostrare il possesso dei requisiti richiesti alla data del 16 dicembre 2001, rischiano di ritrovarsi senza un lavoro». «Si conta infatti che le ditte interessate al provvedimento siano circa mille a Firenze, 8mila in Toscana, oltre all'indotto di lavoro che garantiscono», sottolinea l'avvocato Bonafede, già candidato a sindaco di Firenze con una lista civica. «Abbiamo sollevato con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 182 del Codice dei beni culturali conclude il collega Pietro Celli ritenendo la norma in palese contrasto con diverse norme della Costituzione».
FIRENZE - RESTAURATORI SUL PIEDE DI GUERRA: Restituiamo le chiavi dei laboratori. Il decreto ci costringe a chiudere
Il Comitato "La ragione del restauro" ha deciso di consegnare simbolicamente le chiavi delle sue attività al sindaco di Firenze, Renzi, per protestare contro il mancato riconoscimento della qualifica di restauratore da parte del ministero per i Beni culturali. Il comitato, rappresentato dagli avvocati Pietro Celli e Alfonso Bonafede, teme che il provvedimento possa avere pesanti ripercussioni sull'economia e sull'occupazione del territorio. Migliaia di persone che hanno svolto attività di restauro regolarmente certificata dal ministero rischiano di perdere il lavoro.
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