Il complesso architettonico delle «Antiche Mura» necessita da tempo di complessi interventi di restauro conservativo e di risanamento, oltre ad opere di riqualificazione ambientale di tutta l'area, identificata come «Passeggiata Antiche Mora» e «Bosco dei Partigiani». Le alte potenzialità del sito hanno permesso di realizzare nell'arco di quasi dieci anni, una prima serie di interventi che, a lavori compiuti, renderanno possibile conservare e salvaguardare un bene di notevole valore storico, artistico ed architettonico. Con una serie di interventi che hanno interessato l'intero fronte prospiciente la Passeggiata Antiche Mura e il tratto prospiciente l'accesso al Bosco dei Partigiani, lungo il tratto della via Giobert, viene oggi riconsegnata alla città una vasta area di notevole interesse archeologico, architettonico ed ambientale, poco frequentata e totalmente esclusa dai percorsi turistici dei visitatori sia astigiani che stranieri. Per i lavori è stata avviata un'iniziativa importante. Gli interventi di restauro, condotti sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio del Piemonte e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie e che si sono resi possibili interamente grazie a contributi regionali, statali e privati, sollevando il Comune da qualsiasi onere finanziario, sono stati programmati nell'ambito del «cantiere pilota», il progetto di formazione e qualificazione professionale dei detenuti della Casa Circondariale di Quarto. 1)01)0 una prima fase di preparazione tecnico-didattica, effettuata all'interno della Casa Circondariale di Asti, con l'attivazione del primo lotto funzionale del cantiere di restauro delle mura, si e proceduto con la seconda parte del corso di formazione. I soggetti sono stati preparati in cantiere collaborando e lavorando con operai specializzati e sotto la guida di un'attenta e costante direzione lavori: da un cantiere didattico così impostato i partecipanti, nella doppia veste di allievi e operatori, potendo verificare praticamente e costantemente il loro livello di apprendimento, hanno ricevuto una preparazione professionale difficilmente raggiungibile in altre situazioni. Le campagne di saggi e scavi archeologici realizzate negli anni sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, sono state finalizzate a conoscere meglio le strutture basamentali della cinta muraria sia per quanto riguarda la tecnica edificatoria sia per la datazione delle varie strutture. Tali saggi hanno evidenziato la presenza di murature realizzate con materiale di spoglio di epoca romana, tra cui un frammento di laterizio romano con cartiglio di notevole valore storico-artistico e paleografico. Considerata l'importanza dei ritrovamenti i saggi e gli scavi archeologici sono stati poi estesi ad una notevole area, definita seguendo l'andamento delle antiche murature. Le opere di scavi hanno portato così alla luce una muratura appartenente alla prima cinta fortificata della citta di Asti e databile all'Alto Medioevo (V-Vl secolo) oltre ad alcuni significativi livelli d'uso e materiale vario di epoca romana. Considerata l'importanza storica, architettonica ed archeologica dei ritrovamenti, nell'aprile 2009 l'intera area è stata sottoposta a vincolo archeologico dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e recentemente è stato emesso il decreto di vincolo. Le murature, che sono state protette con una copertura provvisoria, saranno oggetto di un accurato restauro conservativo con opere di consolidamento statico non appena saranno resi disponibili ulteriori contributi.