Una holding politici-tecnici gestiva a Palazzo Vecchio varianti e deroghe urbanistiche Incastrati dalle intercettazioni telefoniche della polizia FIRENZE. Le mani sulla città: ovvero, il reality della corruzione in diretta tv. Un'associazione a delinquere finalizzata a compiere abusi edilizi mette in scena il peggio di sé nelle stanze del Comune di Firenze, mentre tutto viene ripreso dalle microspie piazzate dagli investigatori. Sullo schermo appare così il dirigente di una società privata che addirittura entra nell'ufficio e si mette al computer di un tecnico comunale per modificare direttamente i documenti pubblici. Giorno dopo giorno gli agenti della polizia stradale assistono a un brutto "film" interpretato da una società di progettazione e dai suoi presunti complici all'interno del Comune di Firenze. L'inchiesta della procura denominata "Le mani sulla città" ha portato così a sette arresti (uno in carcere e gli altri ai domiciliari) e 24 indagati. Al centro delle indagini è finita la società Quadra. Tra i destinatari dei provvedimenti di custodia agli arresti domiciliari ci sono proprio i due soci: l'ex presidente dell'ordine degli architetti di Firenze Riccardo Bartoloni e il geometra Alberto Vinattieri, già dipendente part-time del Comune. Agli arresti domiciliari anche Alberto Formigli, ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale (già presidente della commissione urbanistica) che era stato uno dei fondatori di Quadra. Per la procura sarebbe rimasto come socio occulto e garante all'interno del Comune del buon esito di pratiche edilizie della stessa società e di altri privati. Ai domiciliari sono finiti anche gli imprenditori Francesco Bini e Marco Perugi. «Servirsi di questa società significava ottenere i permessi che si volevano» hanno spiegato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi e i pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio, secondo i quali la società Quadra contava su due capisaldi all'interno del Comune. Della parte puramente tecnica se ne sarebbe occupato il geometra Bruno Ciolli, capo dell'ufficio edilizia privata (anche lui ora ai domiciliari), il quale avrebbe garantito insieme al vice Giovanni Benedetti (finito in carcere) pieno appoggio alle pratiche di Quadra e controllo sulle pratiche di altri privati. Addirittura, in un'intercettazione ambientale - resa nota in conferenza stampa dal pm Mione - appare l'ex presidente dell'ordine degli architetti di Firenze, Bartoloni che letteralmente detta a Benedetti alcune modifiche per far approvare un progetto. In sede prettamente politica, invece, gli appoggi alla Quadra sarebbero arrivati da Formigli e il suo successore alla presidenza della commissione urbanistica di Palazzo Vecchio, Anton Giulio Barbaro (Pd). Sarebbero stati loro ad attivarsi su varianti al piano regolatore o derogare a regolamenti comunali influenzando delibere consiliari e atti di commissione. I "furbetti" dell'edilizia fiorentina si sentivano invincibili: «Siamo i più forti del mondo», dicono dopo l'approvazione di una pratica particolarmente complicata. Poi scherzano, fanno le rime: «Non si muove foglia che il capogruppo non voglia» e comunque assicurano la loro massima adesione all'associazione: «Siamo più fedeli tra noi che con le mogli» dicono, senza immaginare di essere intercettati. In questo quadro di complicità non poteva mancare qualche comportamento che farebbe arrabbiare soprattutto il ministro Brunetta: Ciolli fa una vacanza a New York, ma si giustifica dicendo di dover accudire la madre ammalata. Così tra gli indagati finisce un dipendente comunale accusato di aver timbrato al posto di Ciolli il suo cartellino.