«Tutti fermi i grandi progetti per cambiare Viareggio Inspiegabile lo stop all'ampliamento della Madonnina» Il Piano Rogers sulla passeggiata? Non credo che siano state capite le sue potenzialità VIAREGGIO. Grandi progetti ancora fermi. Nessun marchio di fabbrica celebre sulla realizzazione dei nuovi edifici simbolo, come la Cittadella del Carnevale. Poca volontà di rischiare per paura di contestazioni e proteste. «Viareggio sta dimenticando la propria tradizione, legata alle scommesse impossibili e al rinnovamento continuo. È piegata su se stessa. Così facendo ha perso una marea di occasioni. E rischia di perderne altre in futuro». Alessandro Rizzo, architetto che negli ultimi 10 anni ha seguito i progetti più ambiziosi per lo sviluppo turistico e commerciale della città, ha le ciglia perennemente aggrottate. Su di lui pesa la delusione per i tanti stop subiti dalla burocrazia, e per il muro contro muro che si scatena in occasione di ogni novità. «L'immobilismo è calato qui come una cappa», dice. Dottor Rizzo, che fine hanno fatto i super lavori che avrebbero dovuto cambiare il volto a un bel pezzo di città, e che portavano i nomi di grandi star dell'architettura con il suo supporto tecnico? «Tutto fermo. L'ampliamento del porto della Madonnina elaborato da Joan Busquets, il piano Rogers per la ridefinizione dei viali a mare e degli arenili di ponente, lo stabilimento termale ed alberghiero alla Morina sono, per motivi e storie diverse, rimasti lettera morta». Partiamo dal primo. Si parlava di riqualificare il cosiddetto Triangolino per l'approdo delle barche sotto i 24 metri e di trasformare la Madonnina in un grande porto turistico con attracchi per barche fino a 36 metri, costruendo un parcheggio a due piani sotto il molo. «L'ultimo incontro sull'argomento è avvenuto a giugno, in municipio. C'erano tutti i protagonisti, dal sindaco Luca Lunardini all'architetto Busquets, fino all'ingegner Alessandro Volpe in rappresentanza della Viareggio Porto. A quanto mi risulta, la Viareggio Porto è ancora in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato, che ha dato ragione alla cordata Teseco-Finedil sul ricorso contro la cessione delle quote di minoranza della società partecipata dal gruppo Ferragamo. Bisogna capire se si dovrà rifare la gara per l'assegnazione delle quote, oppure semplicemente riunire la commissione giudicatrice per una ridefinizione più chiara delle motivazioni che avevano accompagnato la vittoria di Ferragamo. Ma, almeno dal mio punto di vista, il problema si pone fino a un certo punto». Si spieghi meglio. «C'è un contratto firmato con dei professionisti, che va rispettato. C'è il progetto preliminare. Qualunque siano le motivazioni della sentenza, non vediamo ragione per cui non si debba procedere. Se ci danno l'ok, possiamo completare il progetto esecutivo e dare il via ai lavori in meno di un anno». E il polo termale sul lago di Massaciuccoli? «Ormai è abortito. Con grande dispiacere degli investitori privati che ci avevano creduto, anche economicamente. E che sono rimasti sorpresi dal dietrofront dell'ente Parco e dell'Autorità di bacino dopo una sentenza del Tar sugli aumenti di volumetrie nelle aree sottoposte a vincolo. Da 30mila metri cubi previsti inizialmente per la costruzione del complesso, siamo scesi a 15mila. E solo come intervento di recupero. Una richiesta irricevibile». Le polemiche maggiori, però, hanno visto protagonista il Piano della passeggiata. «Non so quanti siano perfettamente consapevoli dei contenuti del piano e delle sue potenzialità». Sono queste le occasioni perse? «Non solo. Ci sono tanti spazi che potrebbero essere rielaborati: la zona del Caprice, piazza D'Azeglio, il Politeama. È assurdo che un punto d'ingresso alla città come il Caprice sia una di giungla di cassonetti, con parcheggi a casaccio e cartelli pubblicitari anonimi». Che cosa ci vedrebbe lei? «Penso a un centro congressi o a un grande punto di accoglienza turistica. O un edificio che porti un cognome famoso e che simboleggi l'età contemporanea. Questo manca alla nostra città».
TOSCANA - VIAREGGIO. Edilizia e urbanistica, una città senza coraggio Il j'accuse di Rizzo
In Viareggio, molti progetti di sviluppo turistico e commerciale sono stati fermati a causa della burocrazia e delle proteste. L'immobilismo è calato nella città, che sta dimenticando la sua tradizione di innovazione e rinnovamento. Tra i progetti fermati, l'ampliamento del porto della Madonnina, elaborato dall'architetto Joan Busquets, e il piano Rogers per la ridefinizione dei viali a mare e degli arenili di ponente. Il porto turistico della Madonnina era previsto per essere costruito con attracchi per barche fino a 36 metri e un parcheggio a due piani sotto il molo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo