"Le mani sulla città" è il nome dato dalla Procura allinchiesta conclusasi con 7 arresti (sei ai domiciliari) e 24 persone sotto indagine (funzionari del comune, politici, dirigenti della Quadra - tra cui lex presidente dellordine degli architetti -, costruttori). Le accuse contestate, a vario titolo, sono pesantissime: associazione a delinquere, corruzione, abuso dufficio, truffa aggravata, falso ideologico. Una società privata, la Quadra, avrebbe imposto nel tempo un monopolio nelledilizia grazie alla complicità di dipendenti dellufficio tecnico del Comune e ai buoni uffici di due esponenti del Pd in consiglio comunale. "Quadra - dicono i magistrati - costituiva un concreto monopolio. Andare dalla società Quadra significava ottenere i permessi che si volevano". I due dipendenti delledilizia privata avrebbero garantito appoggio alle pratiche di Quadra; i due consiglieri, Formigli e il suo successore alla presidenza della commissione urbanistica, Barbaro, si sarebbero attivati su varianti al piano regolatore o su deroghe a regolamenti comunali influenzando delibere consiliari e atti di commissione. Secondo la Procura, Quadra avrebbe avuto corsie preferenziali per ottenere autorizzazioni comunali per sé e a favore di ditte amiche: da qui il coinvolgimento dei costruttori (alcuni già indagati nellinchiesta di Campi). Ciliegina finale, i geometri comunali avrebbero fatto investimenti in Ucraina con i guadagni illeciti. Dice il procuratore capo Quattrocchi: "A parte la corruzione, che è il titolo giuridico, siamo davanti ad una corrosione del rispetto delletica pubblica e della civitas, un rispetto che deve funzionare per tutti come orientamento nella vita della comunità". Etica pubblica e senso della civitas dovrebbero essere valori tipici di chi si impegna in politica, anche se, normalmente o si hanno o non si hanno. Nei corridoi della politica, si sa, avvengono tante cose ed è un elemento di civiltà giuridica non fare mai di tutte le erbe un fascio ed individuare sempre, in ogni fattispecie di reato, la responsabilità personale. Ma sentire il procuratore parlare di monopolio, di corrosione delletica comunitaria spinge a chiedersi perché, davanti ad una ramificazione così estesa di quella che laccusa chiama associazione a delinquere, nessuno si sia mai accorto di nulla. Come è stato possibile che mai, malgrado le denunce delle opposizioni e le rivelazioni di stampa, né un controllore politico né uno amministrativo abbiano mai prestato attenzione a quello che accadeva nelledilizia fiorentina? Immaginiamo la reazione di un cittadino qualsiasi, alle prese con una normale richiesta alledilizia privata, nel leggere che i funzionari dellufficio agivano su dettatura di una società che poteva fare e disporre praticamente ciò che voleva. Il neo segretario del Pd, Bersani, ha ripetuto ieri a Prato che uno degli obiettivi prioritari del suo partito è quello di "abbattere il muro tra la politica e lo stato reale delle cose". Se le accuse della Procura fiorentina risulteranno provate, si vede quanto quellobiettivo sia attualissimo anche in questa città dove troppo a lungo si è pensato di essere immuni dalle sconcezze di politici e imprenditori.