È il caso dellarea proposta dal Comune su indicazione di Sviluppo Genova, una società pubblico-privata che si occupa di recuperi ambientali di ex aree industriali, anziché Urban Lab che dovrebbe sovrintendere ad ogni progetto urbano di grandi dimensioni. Dobbiamo constatare lassenza di progettualità politica nel definire unidea di città sostenibile, in termini sociali, economici e funzionali. Eppure Renzo Piano ha provato a disegnare la nuova città, creandone una nuova, sopperendo ai vuoti culturali della politica ma le risposte degli interlocutori, soprattutto privati, non sono state concilianti. La scelta di unarea da destinare al tempo libero e allo sport dovrebbe essere regolato da buon senso e da una profonda conoscenza del territorio. Non si possono sottovalutare alcuni parametri come lincremento del traffico, in unarea già congestionata dalla presenza dei centri commerciali, lenorme impegno finanziario per costruire il passante autostradale e lintero progetto, la fermata del treno, gli eventuali insuccessi sportivi di Genoa e Samp che potrebbero condizionare economicamente il mantenimento della cittadella sportiva. Anche per le funzioni connesse allo stadio suscita perplessità lennesimo museo darte contemporanea quando esiste già Villa Croce che andrebbe potenziata. È difficile comprendere e giustificare la scelta quando sul tavolo vi erano aree migliori, la zona aeroportuale e nella prima ipotesi lisola galleggiante. In Giappone dove non cè territorio a sufficienza si costruisce rubando spazio al mare e in Liguria si applica larte dellaccumulo; un accumulo espressione di casualità, assenza di idee e non di progettualità. Genova si è sempre differenziata da ogni altra città per attuare un rinnovamento urbano fatto di interventi mirati, lasciati sedimentare e poi riavviati con forme e funzioni ogni volta diversi, pensiamo al porto antico, spazio ludico, e alla Darsena, area residenziale-turistico-formativa. Si deve continuare su questa strada che ha dimostrato nel tempo la sua validità ritornando a una riflessione sugli interessi economici e sociali della Genova futura, unassunzione di responsabilità della politica nei confronti del progetto per una città migliore.