Di cosiddetti mostri sferraglianti tracce non ve ne sono; niente vibrazioni né sanpietrini spaccati dalle rotaie, come invece prevedevano vecchi progetti. L'agorà del Duomo riprende vita, una domenica di ottobre, dopo i tentativi degli anni Novanta di Giorgio Morales; allora, come ha ricordato l'ex sindaco di Firenze dall'89 al 95, i fiorentini bubarono non poco e l'amministrazione fu costretta a rivedere l'esperimento. Anche oggi commercianti e tassisti già stanno con la calcolatrice in mano a contare i mancati guadagni, ma è protesta debole, fioca, e viene portata via dalle catene che chiudono alle auto l'ex spartitraffico più famoso del mondo. «Un grande fatto politico e culturale », dice il Cyberscout Matteo Renzi. Epperò, senza nulla togliere alla politica, alla cultura, e alla scommessa di battere i «nonluoghi » che (dis)animano l'area vasta del chissenefrega (la Piana e dintorni), ieri piazza Duomo ci sembrava soprattutto bella perché irreale; come durante una manifestazione, quando il traffico viene bloccato non da un paio di piloni e dagli agenti di polizia municipale, ma dalla gente riversata per le strade. Insomma, in un colpo solo se ne sono andati più di dieci anni di «dibbattito» su quanto fosse di sinistra la tramvia e quanto di destra la linea 2 che non passa più dal Duomo. Che poi è quanto di più italiano si possa immaginare e, per dirla con Giorgio Gaber, «tutti noi ce la prendiamo con la storia, ma io dico che la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra »; e quindi, «fare il bagno nella vasca è di destra, far la doccia invece è di sinistra, un pacchetto di Marlboro è di destra, di contrabbando è di sinistra». Ma la pedonalizzazione è invece un figone: «Resta sempre un'attrazione che va bene per sinistra e destra», Renzi e il festante Paolo Bonaiuti, Partito Democratico e Popolo della Libertà, anche se, come sempre succede il giorno dopo un trionfo, i carri dei vincitori si riempiono di gente che stava dall'altra parte della barricata, pronta a prendersi dei meriti che forse non le spettano. A Mario Zedong Razzanelli che inizia qualsiasi discorso con un riferimento al suo referendum antitramvia anche quando si sta parlando di vini o di figurine Panini va riconosciuto però il merito della coerenza. «Esprimo il mio apprezzamento dice Razzanelli per la scelta di Renzi, che ha dimostrato di avere il coraggio di rivedere le scelte sbagliate del suo predecessore. Il sindaco ha accettato e messo in atto il risultato del referendum. Oggi mi sono un po' stupito di incontrare tante persone che applaudivano Domenici e Matulli per la ''bellezza'' e la ''modernità'' dei treni accanto al Battistero, fra cui Ermete Realacci». Ieri Mario Zedong e il Cyberscout erano allo stadio per assistere all'infausto Fiorentina-Napoli, e nelle salette vippaiole il capogruppo di «Firenze C'è» ha cercato, invano, un cenno d'intesa politica da parte di Renzi. «Mi spiace che il sindaco si sia dimenticato di ringraziare chi ha permesso il raggiungimento di tale traguardo. Senza queste persone, ci sarebbero già stati i pali e le verghe in Piazza Duomo. Mi auguro si sia trattato solo di una dimenticanza dovuta all'atmosfera di euforia che si respirava oggi». In effetti l'atmosfera si prestava all'euforia e al situazionismo; simbolo tangibile, il quadro fatto con la polvere di smog che l'associazione «Città Ciclabile» ha preparato per Renzi. «Glielo daremo appena possibile dice Carla Lucatti con l'invito ad alleggerire il traffico in tutta la città anche realizzando una rete di piste ciclabili, con direttrici periferia-centro, per garantire più sicurezza ai tanti ciclisti attuali e ai tantissimi potenziali». E adesso, liquidata la pedonalizzazione, pensate che sia finita qui? Ma no. Ieri Ornella De Zordo e i comitati, con i loro cori «attenzione, passa la Tav di superficie», regalavano altre note e strofe per Gaber e la nostra Firenze dei «dibbattiti » e, perbacco, quanto è di destrasinistra la stazione ai Macelli? Magari rimarremo bloccati altri dieci anni a discutere di Alta Velocità, ma intanto ci godiamo l'immagine di una piazza liberata. Con i passeggini al posto delle rotaie del tram. (Parentesi politica sulle primarie del Pd: prima di andare allo stadio, Renzi ha votato alle Vie Nuove di viale Giannotti; inutile chiedergli a chi ha dato la preferenza, anche se l'altro giorno nella sua eNews aveva detto che nessuno dei candidati alla segreteria è «in grado di costituire la risposta vincente a un centrodestra che pur tra mille difficoltà e problemi è sempre maggioranza nel Paese». Bene, piglio deciso e ciuffo a posto: mi fate schifo tutti. Ma i suoi sono convinti che abbia votato per il vicedisastro Dario Franceschini).