Tutti a piedi dove c'erano bus e auto. Renzi firma autografi e risponde ai fiorentini Nuovo attacco del sindaco alla Acidini, poi l'annuncio: il 5 dicembre arriva Berlusconi Dieci passi fanno la differenza. Dieci passi per attraversare via Martelli senza dover guardare a destra e sinistra, schivando autobus e motorini e alzando la voce per farsi sentire. Da ieri piazza Duomo e piazza San Giovanni sono completamente chiuse al traffico per la prima volta nella loro storia e la festa è stata grande. Migliaia e migliaia a godersi le nuove camminate, a fare foto, contenti di poter dire un domani «io c'ero». La rivoluzione è diventata realtà dopo gli ultimi frenetici preparativi alle 10,18. Il sindaco Matteo Renzi, con fascia tricolore e cravatta blu con gigli celesti, ha chiuso, tra gli applausi e gli scatti dei telefonini, la catena di via Martelli, il solo varco rimasto aperto. Accanto al primo cittadino i due centenari Giuseppe Alberti e Isabella Melosi (lei, signorina, ex insegnante, li ha compiuti il 14 ottobre) che con alcuni neonati e i loro genitori hanno percorso a bordo di un camioncino degli anni Trenta, guidato dallo stesso Renzi, il tratto tra via Cerretani e via Martelli nel simbolico viaggio dell'ultimo veicolo a motore. Nell'aria emozione, l'eco delle chiarine e l'urlo «Viva Fiorenza» dei figuranti del corteo della Repubblica fiorentina, un palloncino sfuggito di mano a un bambino, la soddisfazione di tutti gli addetti del Comune. Prima di stringere mani, posare per le foto, firmare autografi come una rockstar, Renzi improvvisa una conferenza stampa. «Attento alla catena, sindaco», gli dice Lucia de Siervo, suo capo di gabinetto, sintetizzando involontariamente il ritornello dei fiorentini nei prossimi giorni, «attento alla catena, al senso unico, alla corsia preferenziale, alla fermata dell'Ataf e che strada faccio e a che ora devo partire da casa..». «Ci siamo riappropriati della piazza più bella del mondo spiega Renzi, dopo aver scavalcato la famosa catena È un grande fatto politico e culturale. Oggi è festa, ma da domani non sarà facile. Chiedo ai fiorentini di darci una mano: chi può non usi l'auto. Abbiamo anche altri progetti per la piazza, ad iniziare da una migliore pulizia e da una nuova illuminazione. Tutta questa gente è qui perché ha voglia di futuro, non si accontenta solo di parlare del passato». «Sindaco oggi sei perfino bello, sei il più popolare! », gli dice ridendo un uomo. «Aspettiamo, aspettiamo... risponde Renzi magari presto sarò il meno popolare e qualche residente della piazza mi ha già detto che le catene in via dello Studio sono un problema. Le simulazioni che abbiamo fatto ci dicono che dovrebbe andare bene, anche se sono preoccupato per le Cure e per San Iacopino». Poi rivela: «È da luglio che studiamo la chiusura di piazza Duomo e la riorganizzazione della città, perché la verità è che 'un si gira dal traffico... Ridisegnarla significherà anche un parco o un giardino a dieci minuti dalle case di ogni fiorentino, la linea 2 del tram da Sesto alla stazione, per il centro ci vorrà qualche mese per decidere». Da via Martelli a piazza Signoria, passando per piazza Duomo dove ha ricevuto una targa dagli operai della Seves e ha incrociato gli sparuti manifestanti che chiedevano l'Alta Velocità in superficie, Renzi è circondato dai complimenti, ma anche dalle richieste, dai bonari rimproveri in perfetto stile fiorentino. «Sindaco ora però vanno cancellate tutte queste scritte sui muri, è indecente»; «Io in una settimana devo spostare l'auto due volte per la pulizia notturna, o non avevi detto che non sarebbe più stato così?»; «Vado sempre in bicicletta e ti ringrazio per oggi, ma le buche per strada quando le chiudi?»; «Ora tocca all'aeroporto... mi raccomando»; «Ti ho votato ma se mi metti tutti gli autobus in via Nazionale tra 4 anni 'un ti rivoto»; «L'Alta Velocità non farla passare sotto, è un disastro»; «Oh ricordati dei parcheggi, si paga troppo»; «Le metterete le rastrelliere in piazza Duomo? È bella così ma non si sa dove lasciare le bici. E tutte le catene vanno tolte»; «Ora tocca a Isozaki, Matteo. Non lo facciamo fare quel troiaio»; «Sindaco, il parco di Novoli è bellissimo, ma tutto intorno... facciamo anche lì una zona pedonale»; «Migliorate i trasporti pubblici, sennò è inutile »; «Attorno alla stazione è uno schifo. Matteo bisogna rimettere almeno il parcheggio sotterraneo per bici e motorini, quello che c'era venti anni fa»; «E i' Meccanotessile? Intanto puliamolo, togliamo quell'erba alta». «Ti faccio tanti complimenti dice poi una donna Però vedi che alle finestre non c'è nessuno affacciato? È che ormai i fiorentini non abitano più in centro. Devi fare qualcosa per farli ritornare». «Il vero problema è che gli affitti sono troppo alti risponde Renzi e non è mica facile dire ai privati di abbassarli. Per questo ho chiesto di inserire nella legge speciale un capitolo per combattere la rendita». La maratona tra strette di mano e domande dura quasi un'ora. Tutti contenti (anche Mario Razzanelli, l'uomo del referendum contro la tramvia, anche il presidente di Ataf Filippo Bonaccorsi nonostante sia dimagrito a vista d'occhio) tranne i No Tav. «Rassegnatevi dice ancora Renzi il tunnel sotto si fa; si va sotto terra dovunque, a Atene e Roma, non si vede perché qui no. Quella che non si fa è la stazione di Foster (e scattano gli applausi). Si farà una fermata sotto la Fortezza». «E i pannelli solari? » chiede un ragazzo. «Vi do una notizia. Vareremo un nuovo regolamento che permetterà di installarli, anche in centro». «Sindaco, sindaco, non vedevo tutta questa folla dai tempi di La Pira», gli dice una donna. «Grazie, grazie», si schernisce Renzi. Foto con gli uomini dell'ufficio Mobilità di Palazzo Vecchio, con i volontari che distribuivano le cartine Ataf con le nuove linee e in via Calzaioli arriva Riccardo Marasco, con l'immancabile chitarra. «Maestro, che piacere dice Renzi, abbracciandolo Aspetta che chiamo i miei figli: ti vogliono conoscere ». «Ieri notte ho fatto una canzone, la vuoi sentire? Faccio un'improvvisata, un'improvvisata scritta però perché ancora non me la ricordo a memoria e la devo leggere. I' titolo? 'Un ce l'ha ancora, diciamo «Ora la piazza ride serena » come un verso di un'ottava». Marasco mette la chitarra a tracolla e canta «Io voglio alzar lo sguardo al Battistero senza dover finire al cimitero» e poi accompagna il sindaco fino in piazza Signoria. Da Gilli Renzi improvvisa un'altra conferenza stampa. E, dopo aver parlato del Pd ed essersi dispiaciuto per i negozi rimasti chiusi in via Calzaioli, rivela: «Berlusconi sarà qui il 5 dicembre per un viaggio sull'Alta Velocità da Bologna a Firenze: e mi auguro che possa dire di avere rispettato la sua promessa sulla legge speciale per la città. Da qui ad allora lavoreremo serenamente e pacatamente al confronto con il governo su questo tema». Poi si toglie un paio di sassolini dalla scarpa. «La sovrintendenza pensi a migliorare la situazione agli Uffizi, faccia fare uno scatto all'assurda gestione dei beni culturali fiorentini, eviti scempi come quello della pubblicità su Ponte Vecchio, non svenda la città. E se non ha neppure 200.000 euro per il corridoio del Vasari, glieli do io; significa che ho ragione quando dico che i soldi di Firenze vanno a Roma e non restano sul territorio. Quello che ha detto Acidini, che io sono in malafede, è indecente». «Tra tre mesi faremo la verifica del nuovo assetto del traffico conclude il sindaco Nel bilancio 2010 c'è un milione di euro per risistemare piazza Duomo, ma sarò davvero contento solo quando in piazza ci sarà anche un caffè filosofico ». Renzi si alza e dà appuntamento allo stadio e al concerto serale del Maggio in Santa Maria del Fiore: «L'arcivescovo è contento della pedonalizzazione, anche se avrà qualche problema in più come tanti fiorentini, e stasera saluterà la città». La festa, dopo che in moltissimi per tutto il pomeriggio sono andati a godersi la «nuova » piazza Duomo e i venditori abusivi hanno fatto il consueto rimpiattino tra clienti e agenti, si è chiusa con il gran finale delle note e delle voci di orchestra e coro del Maggio, in un cattedrale gremitissima (in tanti non sono riusciti ad entrare). «Vi ringrazio per l'esperienza spirituale che ci avete regalato ha detto monsignor Giuseppe Betori al maestro Ozawa, dopo l'emozionante concerto e il bis E ringrazio il sindaco per la bellissima giornata che ci ha dato». Dopo l'applauso dei 3.000, l'arcivescovo ha continuato, rivolto a Renzi: «Il suo coraggio ha restituito la piazza e i suoi monumenti alla loro dignità. Non sono un esperto di traffico e non so cosa succederà domani, ma la sua decisione è preziosa per la tutela dei monumenti. Con questo gesto ha riconosciuto che qui c'è qualcosa in più, c'è rispetto verso il cuore sacro di Firenze, in continuità con il passato della città dove senso civico e senso religioso hanno sempre dialogato per dare al mondo queste meraviglie. E spero che questo dialogo continui per il bene della città, il bene di tutti, il bene comune ». «Le sue parole ha risposto a Betori il sindaco, dopo aver sottolineato di essere fiero di presiedere la Fondazione del Maggio sono anche un impegno, un monito per noi costruttori di cattedrali. Domani ha concluso, allargando le braccia non so neppure io cosa accadrà: ma saremo più orgogliosi di essere fiorentini». La giornata è quasi finita. Fuori dal Duomo i dieci passi per attraversare via Martelli risuonano nel silenzio. Oggi il traffico, anche in centro, sarà un problema come da due millenni a questa parte (il foro fu chiuso ai carri nel 138 dopo Cristo sotto l'imperatore Adriano) ma intanto la piazza sembra davvero ridere, serena. ---------------------------- Lo sfogo Renzi: «Quel che ha detto la soprintendente di me è indecente. Pensi a evitare scempi come quello di Ponte Vecchio, non svenda la città» L'elogio L'arcivescovo Betori: «Non posso valutare l'efficacia sulla viabilità, ma sta a me cogliere il senso di rispetto verso un luogo sacro»