Pomezia L'intervento coordinato dal museo archeologico «Lavinium» Un restauro finanziato dai cittadini che con un euro a testa hanno raccolto una piccola somma per recuperare, ripulire, e finalmente poter esporre, quei preziosi reperti che stanno sottoterra, oppure ancora imballati nelle casse. Così è tornata alla luce la «spada di Enea», un pezzo di storia ritrovato a Pratica di Mare a metà degli anni Sessanta e da allora dimenticato in qualche sotterraneo. La bella iniziativa che vede la collaborazione tra pubblico e beneficenza privata ha come raccordo il museo archeologico «Lavinium», nella campagna di Pomezia. Una terra che per gli antichi romani era sacra. Secondo la tradizione narrata da Virgilio, dopo aver lasciato Troia in fiamme e aver navigato per mezzo Mediterraneo, Enea sbarcò da queste parti. Suo figlio Ascanio avrebbe fondato la città di Albalonga e i suoi eredi Romolo e Remo avrebbero dato vita a Roma. Echi della leggenda sono custoditi nelle teche dell'ex casa colonica ottocentesca (ai confini della tenuta presidenziale di Castelporziano) che raccoglie reperti etruschi e latini. Una costruzione a due piani, piccola, bella e piena di effetti speciali, quelli creati da Carlo Rambaldi, il «papà» dell'extraterrestre E.T., che ha elaborato una specie di «guida virtuale», un «cicerone » tridimensionale che, dai monitor, racconta la storia dell' antica Lavinium, la città di cui l'eroe troiano divenne il primo re. Al centro del padiglione più importante svetta l'heroon, la tomba in tufo che potrebbe essere stata costruita in onore di Enea e che sicuramente ha ospitato un uomo illustre. Nel tumulo c'era anche la spada attorno alla quale aleggiano mito e mistero: nessun dubbio, secondo le credenze latine, che sia appartenuta al figlio del saggio Anchise e di Venere e che sia l'arma con la quale, addirittura, affrontò Achille in un duello. Altre sale sono dedicate alla vita quotidiana descritta tramite ritrovamenti (tutti nei pressi di Torvaianica, dove Lavinium era localizzata) risalenti agli anni Sessanta: busti con acconciature di giovani donne, novelle spose, abiti, gioielli, monili, utensili e vasi. E anche il corredo funebre individuato nell'heroon e riportato alla luce grazie al sostegno di diverse associazioni (pro loco del litorale, Rotary club di Aprilia, Tyrrhenum, Echo, Amici di Singen) chiamate ad aiutare il museo dalla responsabile Maria Bruto e dal sindaco di Pomezia Enrico De Fusco che ne ha sollecitato l'inaugurazione, due anni fa, assieme all'ex ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Alcune scoperte rinvenute durante la campagna di scavo finanziata dai cittadini sono recentissime, come il sarcofago ritrovato un paio di settimane fa nei pressi del lungomare e adesso in mostra al museo.
POMEZIA Una colletta per Enea. La spada dell'eroe restaurata grazie ai cittadini
Il museo archeologico Lavinium di Pomezia ha restaurato e esposto reperti archeologici ritrovati a Pratica di Mare, tra cui la spada di Enea. L'intervento è stato finanziato dai cittadini, che hanno raccolto una somma di euro a testa. La spada è stata trovata a metà degli anni Sessanta e da allora è stata dimenticata in un sotterraneo. Il museo ha collaborato con associazioni locali e il sindaco di Pomezia per l'inaugurazione. Altri reperti esposti includono artefatti etruschi e latini, e un sarcofago recentemente scoperto. Il museo offre una guida virtuale che racconta la storia dell'antica Lavinium.
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