Lintervento LE RECENTI polemiche politiche relative alla proposta della Variante di Salvaguardia alimentano una serie di interrogativi e considerazioni che riteniamo, come forza politica attenta alle trasformazioni, di estremo interesse. Tralasciando i motivi, evidenti o meno, interessanti o meno, delle puntualizzazioni fatte dai vari partiti e le relative discussioni, sembra evidente la non consapevolezza di un elemento essenziale e che pare prioritario rispetto agli altri: la pianificazione del territorio è completamente sfuggita al controllo della politica. I tempi estremamente allungati fanno perdere completamente il senso ad operazioni proposte decine di anni prima, elemento che unito alla impossibilità successiva da parte di una amministrazione di rivedere le proprie posizioni ( rivederle in maniera concreta e non con dichiarazioni di merito) rende il tutto assolutamente intollerabile. La Variante di Salvaguardia nasce come "soluzione" a questo problema. In attesa del nuovo Puc il Comune individua una serie di accorgimenti, di prescrizioni per avvicinare il più possibile il programma del Sindaco alla politica reale del territorio. Difficile stabilire a priori se possa funzionare, se sia uno strumento appropriato o no, ma su questo elemento ritengo che le forze ambientaliste o quanto meno attente al territorio debbano riconoscere lo sforzo per giungere ad un obiettivo assolutamente condivisibile ( visti gli elementi finora emersi). Pensare che questo sia la panacea di tutta la pianificazione è come ritenere che via sia ancora gente con lanello al naso. Ritorniamo alla proposta della variante: ad ogni modifica alla pratica consolidata del fare, del costruire emergono frizioni tra il mondo imprenditoriale ed il mondo ambientalista. Provando a superare queste diatribe, provo a formulare una semplice proposta: a Genova vi sono dai 20.000 ai 25.000 appartamenti sfitti. Una seria politica di rivitalizzazione di questo patrimonio permetterebbe loperatività di centinaia di imprese, permetterebbe uno scambio fiduciario tra proprietari e inquilino, aumenterebbe il reddito di migliaia di famiglie impaurite dallattuale sistema di affitti e darebbe casa a prezzi calmierati ad altrettante migliaia di persone bisognose ma escluse dai requisiti. Altro che nuovi quartieri, si potrebbe ospitare lintera città di Savona senza consumare un centimetro quadro del nostro territorio. Recuperare queste abitazioni, far rivivere i quartieri, migliorarli è il primo modo di rispondere al fabbisogno abitativo. Pensiamoci. membro esecutivo regionale Verdi