Italo Calvino ha osservato che «il fascino di una collezione sta in quel tanto che rivela e in quel tanto che nasconde della spinta segreta che ha portato a crearla». Proprio sulla ricerca di quella "spinta segreta" appare impostato il nuovo allestimento della collezione Farnese realizzato allinterno del Museo archeologico di Napoli (cataloghi Electa). I curatori - tra i quali vanno ricordati almeno Pietro Giovanni Guzzo e Carlo Gasparri - hanno scelto infatti disolare le opere, riunite per volontà dei Farnese, dal resto della straordinaria congerie di reperti che costituisce il museo napoletano e di presentarle secondo i tempi e i modi di acquisizione. Labbandono dei più tradizionali criteri espositivi appare condivisibile alla luce del fatto che non ci troviamo di fronte a una raccolta modesta, ma a una delle maggiori del Rinascimento. Percorrendo le nuove sale si resta affascinati dalle singole sculture e si ha la possibilità di osservarne alcune tra le più note del mondo greco-romano - come lErcole Farnese o il Toro Farnese o il Gruppo dei Tirannicidi - ma si viene attratti anche dalle vicende della raccolta. Fu il papa Paolo III a iniziarla riunendo antichità che provenivano da fortunati scavi in diverse zone di Roma. Il pontefice trasmise poi la passione per lantico a due nipoti, futuri cardinali: Alessandro (1520-1589) e Ranuccio (1530-1565). Il primo, in particolare, divenne uno dei protagonisti del collezionismo di antichità nella seconda metà del '500: nel palazzo di famiglia a Roma, progettato da Antonio da Sangallo, venne allestito un laboratorio di restauro per fare fronte alle esigenze di conservazione delle opere. La raccolta intanto si era arricchita ulteriormente grazie ad acquisti, donazioni e requisizioni; dopo il 1586 si aggiunse un nuovo, prestigioso nucleo di sculture appartenuto a Margherita dAustria moglie di Ottavio Farnese. Estintosi il casato dei Farnese, la collezione venne ereditata dai Borbone. Fu il re Ferdinando IV che decise di trasferirla a Napoli: tra il 1786 e il 1800 le residenze farnesiane a Roma vennero svuotate. Le sculture, dopo diverse vicissitudini, confluirono nel Real Museo Borbonico, il progenitore del museo attuale.
NAPOLI. La storica collezione napoletana in un nuovo allestimento. I segreti delle statue dei Farnese
Il nuovo allestimento della collezione Farnese al Museo archeologico di Napoli è stato realizzato dai curatori Pietro Giovanni Guzzo e Carlo Gasparri. La collezione è stata disposta secondo i tempi e i modi di acquisizione, abbandonando i criteri tradizionali. La collezione è composta da opere del Rinascimento, tra cui sculture note come lErcole Farnese e il Toro Farnese. La raccolta fu iniziata da papa Paolo III e successivamente arricchita da suoi nipoti, futuri cardinali. La collezione cambiò di proprietà nel corso dei secoli, passando dai Farnese ai Borbone, e fu trasferita a Napoli nel 1786.
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