I vincoli che oggi legano l'Archivio Vasari all'Italia «tra 50 anni potrebbero non esserci più». Con questa premessa ieri il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ha nuovamente invitato il governo ad esercitare il diritto di prelazione sui faldoni del pittore e architetto, conservati nella sua antica casa aretina e venduti dai legittimi eredi a una holding russa per 150 milioni di euro. «È così importante che deve essere assolutamente tutelato ha detto Fanfani Il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi deve acquistarlo: i soldi possono essere trovati». Di fatto, come hanno ricordato i legali degli eredi del Conte Festari che hanno ceduto l'Archivio ai russi, «il ministro ha 180 giorni per esercitare il diritto di prelazione, dopodiché la vendita sarà perfezionata». La cifra, però, è astronomica e se da una parte mette fuori gioco Comune di Arezzo e Regione Toscana dall'altra non convince il dicastero di Bondi. «Centocinquanta milioni di euro sono una cifra inverosimile ha ribadito ieri il segretario generale Giuseppe Proietti fuori dai parametri di mercato. La Corte dei Conti chiederebbe a chiunque di rispondere della responsabilità di un atto del genere ». Se l'Archivio, quindi, non potrà essere comprato («servirebbe una legge speciale varata dal parlamento», ha detto anche Proietti) si dovrà cercare un modo per bloccare comunque l'operazione. Ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti lo ha detto chiaramente: «Di questa vendita penso il peggio possibile e mi auguro che sia fermata. Il Vasari è un personaggio insostituibile, fondamentale per capire l'intero Rinascimento. Per questo voglio parlare con Bondi al quale chiederò di bloccare la vendita». Il titolare del dicastero per i Beni Culturali venerdì ha disposto un'ispezione dell'Archivio «al fine di verificare l'aggiornamento e la congruità dell'inventario, lo stato di conservazione dei beni e delle carte facenti parte del fondo e il rispetto effettivo del vincolo pertinenziale che ne determina l'inamovibilità dal luogo in cui sono attualmente depositate». Mentre la sovrintendenza della Toscana ai Beni Archivistici ha inviato un'informativa alla Procura della Repubblica di Roma. Sulla vicenda è intervenuto anche Vittorio Sgarbi secondo il quale la storia della vendita per 150 milioni di euro non è altro che una «burla». «Io conosco la questione perché questo bene è stato proposto a me in diverse occasioni ha detto La cifra massima che mi avevano chiesto quando me ne parlarono era di 20, 25 miliardi delle vecchie lire, il che vuol dire esattamente 10, 15 milioni di euro. Questo è il suo valore». Sia come sia, Alberto Marchetti, il legale degli eredi Festari, ribadisce che il contratto firmato dai russi, «perfettamente a conoscenza del legame esistente tra il compendio dei beni e Casa Vasari», è stato «denunciato alle autorità competenti sin dal 23 settembre ed inviato al Ministero e alla Sovrintendenza ». La battaglia continua. F. B.
Arezzo. Archivio Vasari ai russi-Il sindaco: ci pensi lo Stato
Il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ha invitato il governo ad esercitare il diritto di prelazione sui faldoni del pittore e architetto Vasari, conservati nella sua antica casa aretina, che sono stati venduti a una holding russa per 150 milioni di euro. Il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi ha 180 giorni per esercitare il diritto di prelazione, ma la cifra è considerata astronomica e non convince il dicastero. La Corte dei Conti potrebbe chiedere responsabilità a chiunque abbia partecipato all'operazione. Se l'Archivio non potrà essere comprato, si dovrà cercare un modo per bloccare l'operazione.
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