Monumenti restauri Il sindaco: rimuoverlo? Non dipende da noi, ma condivido Dopo le critiche molto dure di assessori e sindaco, dopo le proteste dei cittadini a cui la pubblicità con le posate sul Ponte Vecchio proprio non piace, ieri mattina la soprintendente per il Polo Museale Cristina Acidini ha fatto un passo indietro. La pubblicità dell'Esselunga sul Ponte Vecchio non è più così irremovibile. Acidini difende il percorso che ha portato la Soprintendenza a scegliere la sponsorizzazione dei lavori di restauro del Corridoio Vasariano e poi apre uno spiraglio: «Siamo disponibili a rivedere sia la grafica che il posizionamento e le dimensioni dei cartelli pubblicitari». Monumenti pubblicità La soprintendente: «Disposti a rivedere grafica, posizionamento e dimensioni» Ponte Vecchio, dietrofront Acidini Renzi: rimuovere il cartellone? Non dipende da noi, ma condivido E arrivò il giorno del passo indietro. Ieri mattina la soprintendente Cristina Acidini, letti i giornali e soprattutto le pesanti critiche dell'assessore Giuliano da Empoli, ha preso carta e penna innanzitutto per ricostruire i passaggi, burocratici e non, che hanno portato la soprintendenza a scegliere, per finanziare il restauro dell'intonaco del Corridoio Vasariano, la via della sponsorizzazione (con il risultato del Ponte Vecchio apparecchiato da una pubblicità dell'Esselunga). Difende il suo operato e ribadisce l'autonomia della soprintendenza: «Questo tipo di operazioni, pur criticabili, hanno sempre ed esclusivamente lo scopo di garantire la conservazione del patrimonio architettonico dello Stato ». Proprio ciò che il sindaco Matteo Renzi, l'assessore da Empoli e il Comune contestano, invocando la legge speciale e, oltre a più denari dai ricavi dei musei statali fiorentini, maggiore potere decisionale. E poi infine, Acidini interviene per tendere una mano a Palazzo Vecchio e a tutti quei cittadini a cui le posate sul Ponte Vecchio proprio non vanno giù. «Siamo disponibili a rivedere sia la grafica che il posizionamento e le dimensioni (per altro rispettanti la misura del 20 della superficie cantierata) di questo e di altri eventuali cartelli pubblicitari». Domani probabilmente si saprà già qualcosa su tempi e modalità di intervento, dal momento che il vicesindaco Dario Nardella incontrerà la soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Alessandra Marino. Si parlerà anche delle pubblicità sui monumenti e degli errori da non ripetere. Il sindaco Renzi su Facebook ha dato risposte agli amici virtuali e non che si commentano da sole. A chi protesta dicendo che quella pubblicità sul Ponte Vecchio è «uno scempio» ribatte: «Bisognerebbe dirlo alla sprintendenza del Polo Museale (quella di Cristina Acidini, ndr ) ». A chi chiede di rimuovere la pubblicità delle posate: «Non dipende da noi, ma condivido». Agli amici virtuali di Renzi si è aggiunto ieri anche il critico, e sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi: «Ponte Vecchio appartiene a quei monumenti simbolici che hanno un valore come il Colosseo o il campanile di San Marco a Venezia, e che rappresentano il simbolo della città, la sua carta d'identità. Per cui se c'è un luogo in cui non può essere affissa pubblicità, né mobile né temporanea né di nessun tipo, quello è proprio Ponte Vecchio. Comunque sia la pubblicità, nulla giustifica che sia messa lì se non in un momento in cui si dovesse restaurare il ponte, chiuderlo, o fare degli interventi di impalcature che lo coprano. In tal caso sull'impalcatura, visto che tanto il ponte sarebbe comunque coperto, si può mettere la pubblicità. Se non c'è questa ragione, coprire il simbolo della città quando è in condizione di non essere restaurato è un'azione negativa, non accettabile». La necessità di un restauro c'era eccome, dice l'Acidini che ricorda anche le lettere dei vigili urbani dopo la caduta di intonaco nel 2007: «Per l'urgenza dell'intervento abbiamo percorso la strada della sponsorizzazione. Mi rendo conto della delicatezza dell'operazione... La presenza di un cartellone pubblicitario in quella posizione è autorizzata dal Comune di Firenze per tre mesi e anche dalla soprintendenza ai Beni Architettonici». Il cartellone verrà rimosso, ridimensionato, cambiato. E alla fine l'unica vittima di questo cortocircuito tra Comune e Polo Museale sarà Media Firenze. Loro avevano tutte le carte in regola. Alessio Gaggioli