Il porto di Napoli ieri, oggi e domani Palazzo Reale Magazzini Generali, Sofer e silos di Castellammare: niente abbattimenti Waterfront, no alle demolizioni. Gizzi ferma le «archistar» «No» all'abbattimento dei Magazzini Generali del Canino. «No» alla demolizione dei silos di Castellammare. «No» alla cancellazione della Armstrong- Sofer di Pozzuoli. Avere «tanti nomi illustri per ridisegnare la linea di costa napoletana dal Vesuvio all'area flegrea, non vuol dire precisamente che vi sia una visione progettuale di insieme e soprattutto attenta al territorio e alla sua storia», dice il sovrintendente ai Beni artistici e architettonici Stefano Gizzi dei vari progetti per i waterfront a partire da quello del capoluogo. «Sarebbe bene interessare la soprintendenza prima e non a concorsi banditi e a cose fatte». Ecco, secondo Palazzo Reale, cosa non va nei disegni per la linea di costa firmati soprattutto dalle cosiddette «archistar ». «Il problema generale di riconfigurazione di vari tratti della costa non riguarda solo Napoli ma scorre da Castellammare a Pozzuoli con vari progetti che tirano in ballo l'aspetto paesaggistico dice Gizzi ed il guaio è che ogni Ente locale si muove un pò per conto suo». Castellammare è appalto di Massimiliano Fuksas che cancella i silos nell'area portuale «per il vuoto», commenta Gizzi. A Napoli tiene banco un progetto da oltre 100 milioni vinto nel 2005 dal francese Michel Euvè (fermo fino a luglio per la risoluzione di un ricorso) con l'Authority portuale rinnovata che preme per iniziare i lavori a fine anno insistendo sulla demolizione di diverse strutture portuali compresi i Magazzini di Canino, un tempo indicati tra le sedi ideali del fantomatico Museo del Mare. E qui Gizzi si impunta, ad un tavolo tecnico con l'Autorità ed il Comune: «A mio avviso non è giustificabile l'abbattimento dei Magazzini tra l'altro tutelati, perché al porto serve spazio. Tuttalpiù si potrebbe frazionare l'edificio eliminandone una porzione, aprendo così un varco al mare e al piazzale di Euvè». Che cancella diversi manufatti ma aggiunge una nuova biglietteria con una grande struttura in vetro e acciaio lungo il bordo della strada carrabile ( nella foto in alto a destra). E continuando lungo la linea di costa: se Bagnoli «pure ha i suoi problemi in parte risolti con la scelta minore del porticciolo in luogo del porto turistico» a Pozzuoli invece opera la società Waterfront flegreo (PirelliRe, Finmeccanica, Copin e Milan Invest) supportata da ingenti finanziamenti europei, romani e regionali, con Peter Eisenman, l'autore, tra l'altro, del Memoriale di Berlino (2005). E di memoria storica parla anche Gizzi, con la Armstrong- Sofer. Nel 1885 il re Umberto I firmava il decreto che autorizzava la Armstrong (armi) a impiantare a Pozzuoli la fabbrica metallurgica di artiglierie navali: i 250 operai del 1886 diventano 5mila nel 1916. Nel 1967 lo stabilimento viene ceduto alla Sofer. Nel 1993 la prima grande crisi, con la fabbrica intanto estesa su 170mila metri quadri. La chiusura è del 2003. «Perché eliminarla si domanda Gizzi quando la Waterfront parla di strutture ricettive che potrebbero essere allora realizzate nella Armstrong-Sofer con le opportune bonifiche? A Palazzo Reale guardiamo ad esempio a Reykjavik, dove in un'ex fabbrica è nato un grand hotel termale». Insomma Gizzi sposa appieno il suo ruolo e lo dice chiaramente: le archistar «non sempre conoscono la realtà dei luoghi, spesso abbiamo bei progetti ma astratti, prodotti senza calarsi nelle realtà locali e non tenendo conto delle preesistenze storico artistiche e delle archeologie industriali». Nel caso del porto di Napoli «il nodo fondamentale è che il concorso vinto nel 2005 da Euvè nasce con un problema pregiudiziale, è stato bandito dall'Authority senza sentire prima gli altri organismi competenti, soprintendenza compresa, quando anzi il consiglio comunale aveva chiesto un censimento preliminare di tutti gli edifici di carattere storico dell'area portuale. Invece il concorso nasce col presupposto dell'abbattimento di vari edifici tra cui quello di Marcello Canino (preside della facoltà di Architettura dal '41 al ' 52 e progettista, tra l'altro, dell'impianto generale della Mostra d'Oltremare) che si attagliano abbastanza bene col resto del porto », quindi i Magazzini Generali. «Ma si potrebbe arrivare ad una soluzione continua Gizzi conservandoli all'80 per cento, lasciandone i 34, aprendo un varco per il piazzale voluto dall'Authority, operando un connubio tra azione conservativa e novità, spezzando l'edificio con una tettoia e adibendo il resto a funzioni miste: in parte uffici, può darsi, in parte caffetteria e sale accoglienza, magari con alimentazione autosufficiente ad energia alternativa. Si sacrifica, in tutto questo, un bacino romano tombato al mandracchio, come e quando recuperarlo? Ma ancora: come si raccorda questa operazione con la piazza del Municipio disegnata da Alvaro Siza, come interferiscono i due piazzali? Non è chiaro. Sarebbe auspicabile d'ora in poi evitare una separatezza degli Enti per cercare soluzioni condivise e come regola generale la soprintendenza andrebbe coinvolta non a cose fatte ma in un fare pre o coprogettuale». Luca Marconi
NAPOLI Soprintendenza, stop ai progetti dal Vesuvio a Pozzuoli
Il porto di Napoli non vedrà demolizioni. Il sovrintendente ai Beni artistici e architettonici Stefano Gizzi ha fermato le demolizioni dei Magazzini Generali del Canino e dei silos di Castellammare. Gizzi ha anche fermato la demolizione della Armstrong-Sofer di Pozzuoli. Il progetto Waterfront, firmato da Peter Eisenman, prevede la demolizione di vari edifici, tra cui i Magazzini Generali e i silos di Castellammare. Gizzi ha criticato il progetto, affermando che le archistar non conoscono la realtà dei luoghi e non tengono conto delle preesistenze storico artistiche e delle archeologie industriali.
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