Folla nelle sale del museo nella prima giornata di apertura dopo il riallestimento delle collezioni a cura del neodirettore Eccher Piace laccostamento tra opere di epoche diverse e prevale unidea di svecchiamento. Anche se qualcuno nutre qualche dubbio... "Per me è stata una sorpresa vedere come hanno saputo reinventare tutto il materiale" "Con il percorso tematico ora sarà possibile vedere ciò che prima non era esposto" MARCO VACCHETTI Non puoi fare a meno di notarla. Varcato il cancello della Gam, sembra che possa venirti addosso, travolgerti. La "Grande sfera di giornali" (1966-2009), opera di Michelangelo Pistoletto, incombe sullingresso del museo con i suoi quasi cinque metri di diametro e accoglie i visitatori del nuovo allestimento. «Dà lidea che possa rotolare, ma di sicuro lhanno fissata a terra», spiega una mamma al suo bambino che tiene per mano. Oltrepasso la soglia della Galleria. Alla reception mi dicono che questa mattina, il giorno dopo linaugurazione, il pubblico è affluito numeroso e mi spiegano che, essendo lesposizione organizzata tematicamente, posso cominciare da dove voglio. Mi aggiro tra le sale del secondo piano. Mi è venuto in mente di provare a raccogliere i commenti senza interviste, semplicemente avvicinandomi per origliare. Impossibile. Gli spettatori si muovono silenziosi tra le opere, e, quando parlano, bisbigliano. Mormorano brevi frasi con le labbra socchiuse, come tra le navate di una chiesa. La sacralità del museo, tempio dellarte, incute rispetto. Qualcuno, appena scorge il lavoro di un artista noto, si limita a citarne il nome a mezza voce, in una sequenza che già di per sé è sorprendente: Penone, Fontanesi, Vedova «Che meraviglia!», sussurra una moglie al marito, davanti al quadro "Bimba con bambola" di Vincenzo Irolli. «Sì, ma il viso della bambina è troppo», chiosa il marito senza aggiungere laggettivo che avrebbe dato senso compiuto alla frase. Davanti al video di Marina Abramovic-Ulay unaltra coppia più che muta è ammutolita. Due ragazze rimangono a lungo ferme davanti allopera di Francesco Jodice (1967), una gigantesca foto di classe che ritrae studenti di quarantanni fa e, di riflesso, unItalia ormai scomparsa. Quando commentano, scopro che sono straniere e mi sfugge il senso di cosa si dicono. Nella Wunderkammer, dove sono esposti gli straordinari disegni a penna di Pietro Giacomo Palmieri (1737-1804) tra luci soffuse e musica in sottofondo, il silenzio è dobbligo. Daccordo, è inevitabile, per capire cosa pensa il pubblico bisogna fare domande. «Non posso che dare un giudizio sicuramente positivo - mi dice Gilberto, architetto - Io non vivo a Torino, ma in Spagna. Ieri ho saputo del nuovo allestimento ed è stata unottima occasione per tornare a rivedere la Gam, per osservare con piacere come hanno reinventato il materiale del museo. È stata una vera sorpresa. Forse mancano gli artisti più giovani, anche se sono esposti, per esempio, Botto e Bruno, ma la combinazione tra il classico e il contemporaneo mi sembra pienamente riuscita». Giorgia F., insegnante, sembra condividere: «Il museo si è svecchiato, ponendosi in sintonia con quanto si sta facendo in altri paesi europei. Osservare fianco a fianco opere di epoche diverse aiuta a comprendere meglio la continuità che cè nella storia dellarte, superando il criterio cronologico che pone troppo laccento sul passaggio da uno stile allaltro. E poi laccostamento di antico e moderno crea alle volte un corto circuito, come dire emozionante!». Andrea Barzanti era già presente ieri allinaugurazione e oggi è tornato: «Sì, per poter guardare in tutta tranquillità. Mi hanno colpito gli accostamenti funzionali a uninterpretazione corretta dellevoluzione dellarte. Non cè la presentazione fine a se stessa delle opere, ma un percorso che anche i non addetti potranno facilmente comprendere». A Giorgio Bonino, che è un operatore di sala della Gam, chiedo se con il nuovo allestimento è cambiato qualcosa anche nel suo lavoro: «Beh, in primo luogo il percorso tematico offre la possibilità di vedere ciò che non era mai stato esposto prima e questa è una cosa non da poco, che mi fa piacere. Il museo ha più di 40 mila opere e se, come previsto, ogni anno lesposizione sarà aggiornata, ci saranno sempre nuovi stimoli per imparare. Il pubblico mi sembra nel complesso aver accolto bene la proposta, forse dimostra qualche problema in un primo momento a orientarsi, le novità hanno sempre bisogno di un po di tempo per essere accettate». Tutti favorevoli? «No, non proprio - mi dice Dora, fisioterapista - il tradizionale criterio cronologico mi sembra offrire una guida più funzionale, non so, mescolare periodi diversi a volte ci sono proprio dei momenti di straniamento. Si fa un po di fatica a passare da un autore allaltro, forse qualche spiegazione in più potrebbe aiutare. Ho trovato molte opere singole che mi hanno colpita, accostamenti convincenti molti meno». Allora di pranzo il pubblico si dirada, ma tornerà ad affollarsi nel pomeriggio. Bene, solo i musei frequentati sono vivi. In un famoso articolo di mezzo secolo fa il critico Marziano Bernardi invitava la città a spalancare le finestre, da oggi la GAM mantiene fede al titolo scelto: "Una finestra aperta sul mondo dellarte". SEGUE A PAGINA V
TORINO - "Che meraviglia!". Il pubblico promuove la galleria rinnovata
Il museo Gam di Torino è stato inaugurato con un nuovo allestimento delle collezioni, curato dal neodirettore Eccher. La prima giornata di apertura ha visto una folla numerosa di visitatori che hanno apprezzato l'accostamento tra opere di epoche diverse. Alcuni hanno notato che il museo si è svecchiato, ma la maggior parte ha apprezzato la combinazione tra il classico e il contemporaneo. I visitatori hanno commentato le opere esposte, alcuni hanno trovato difficoltà a orientarsi nel percorso tematico, ma la maggior parte ha apprezzato la possibilità di vedere opere che non erano mai state esposte prima.
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