Accanto allesposizione un itinerario alla scoperta dei tesori poco noti del Quattrocento nel territorio Quattro opere per raccontare il Rinascimento. E riaccendere lattenzione su un museo, quello della basilica di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Valdarno, scrigno di capolavori del primo Quattrocento fiorentino. Che accoglie ora la mostra Tra terra e tempera, curata dal direttore del museo Michela Martini. La Madonna della mela di Donatello, la Madonna di Fiesole, attribuita in anni recenti al Brunelleschi, un frammento di affresco con Volto di Cristo del Beato Angelico e, per la prima volta visibile al pubblico, un fronte di cassone dipinto con Storia di Traiano e la vedova dello Scheggia, fratello del Masaccio, donato alla città da Manfred Brockhaus, uno dei fondatori e primo direttore del Kunsthistorisches Institut di Firenze, si affiancano alla collezione permanente del museo come lAnnunciazione del Beato Angelico. La mostra, aperta fino al 6 gennaio 2010, vuole illustrare le caratteristiche del primo Rinascimento, in particolare il dialogo tra scultura e pittura. Per ripercorrere le tracce di questo glorioso periodo artistico il sistema museale del Valdarno ha organizzato anche un itinerario, curato dalla storica dellarte Liletta Fornasari, alla scoperta di tesori poco conosciuti della zona come gli affreschi dello Scheggia nella chiesa di San Lorenzo a San Giovanni Valdarno. (f.a.)