La soprintendente Infuria la bufera sul maxi cartellone pubblicitario che da giorni copre le arcate di Ponte Vecchio. Contro loperazione, mostrata venerdì da Repubblica, si sono schierati sia il sindaco Matteo Renzi che lassessore alla cultura Giuliano Da Empoli, il quale ha parlato di un intervento «invasivo e autoritario» paragonabile soltanto alla sostituzione delle finestre voluta da Mussolini. Ieri la soprintendente al Polo museale Cristina Acidini, che ha dato il nulla osta al bozzetto, ha richiamato Palazzo Vecchio alle proprie responsabilità ricordando che fu il Comune ad autorizzare per tre mesi laffissione di una gigantografia pubblicitaria sul ponte per coprire le spese per il restauro degli intonaci del Corridoio Vasariano. «Questo tipo di operazioni, pur criticabili, hanno sempre ed esclusivamente come unico scopo quello di garantire la conservazione del patrimonio architettonico dello Stato», ha precisato la dirigente. La necessità del restauro, dal costo di 200 mila euro, era emersa nel 2007: «Data lurgenza dellintervento, per evitare danni alle persone, abbiamo quindi percorso la strada di una sponsorizzazione». «Mi rendo conto - prosegue Acidini - della delicatezza delloperazione, ma lattendere la disponibilità dei fondi, derivanti dalle sole entrate dei nostri musei, avrebbe comportato un antiestetico e ingombrante transennamento di Ponte Vecchio per evitare incidenti».