Cocchi: due milioni da investire La Casa del Cinema c'è. È ufficiale. E forse somiglierà a un condominio del cinema: una casa, tanti cinema, ancora più inquilini, tendenzialmente infinite le possibilità di utilizzo e di sviluppo e una formula che, se paragonata alle esperienze analoghe delle altre grandi città della cultura, da Roma a Milano a Bologna, si avvia su un sentiero nuovo, senza precedenti. Questa è la Casa del Cinema di Firenze che ieri gli assessori alla cultura della Regione Paolo Cocchi e quello comunale Giuliano da Empoli hanno presentato alla fine di un incontro tra il vicesindaco Dario Nardella e le associazioni degli esercenti Anec e Agis. È la conclusione di un dibattito che ha tenuto accesa la miccia in città per anni e che ha visto passare sotto i ponti numerosi assessori, progetti e idee fino a oggi caduti nel vuoto. Definito dai due assessori «uno spazio diffuso» che esca «dall'ambito di ciò che normalmente intendiamo come cinema ». Adesso c'è, almeno, una data di partenza: il primo febbraio 2010. E un luogo: il cinema Odeon. Anche se non sarà la sede definitiva, perché si attende la realizzazione del Teatro della Compagnia, acquistato dalla Regione proprio con queste finalità. Ma si attende anche la fine dei lavori di ristrutturazione dell'Alfieri, la terza anima del progetto, di proprietà comunale e che appena pronto affiancherà le altre due realtà. La Casa del Cinema sarà così strutturata, secondo priorità e competenze, con il cuore pulsante in via Cavour (Teatro della Compagnia) e le braccia operative all'Odeon (sede della rassegna dei «50 giorni») e all'Alfieri (patria storica delle proiezioni d'essai). E poi ancora a scendere, fino ad arrivare sul piano dei privati e delle associazioni, andando a coinvolgere il maggior numero possibile di realtà esistenti e operanti, a cominciare dai festival che compongono il cartellone dei «50 giorni» fino agli istituti culturali e le cineteche. Se il cinema è in crisi è «anche perché tutti quanti, sia noi, che il Comune, che tutti gli altri attori del settore parte in quarta l'assessore Cocchi abbiamo fatto troppo poco per arrestare il declino, e ora ci troviamo a piangere il morto». Ed ecco che la sua risposta alla crisi, inserita sotto il più ampio ombrello «Casa del Cinema», è l'istituzione di un fondo regionale, con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro a partire da dicembre «grazie a risorse europee, per adeguare, tecnologicamente, le piccole sale cinematografiche». Il progetto generale è invece spiegato nella dichiarazione di intenti «valorizzare, comunicare, utilizzare il cinema come strumento di dibattito, approfondimento e sperimentazione in sinergia con la rete delle sale esistenti» e nel principio di massima che «è la filosofia dell'operazione che conta: il dibattito su Odeon o Teatro della Compagnia, sui programmi o la direzione artistica, al confronto diventano dettagli». Casa del Cinema significa «molte cose», spiega Cocchi: innanzitutto rassegne tematiche, omaggi a registi e attori, tavole rotonde, proiezioni in lingua originale, apertura prolungata dal mattino a tarda sera con bar e ristorante, anteprime. Se il desiderio è che «la Regione si impegni in prima persona a decidere e fare da sola perché le precedenti politiche basate su finanziamenti di progetti che poi altri portavano a termine, non ha portato risultati troppo positivi», la gestione sarà affidata alla Fondazione Mediateca Toscana Film Commission e transiterà nella Fondazione Sistema Toscana, dopo la fusione tra le due realtà. Se questo sarà il «cervello» dell'operazione, tutto made in Regione, verrà anche istituito un «Tavolo permanente per il cinema» fra Regione e Comune di Firenze «per monitorare lo sviluppo del progetto» e per allargare competenze e responsabilità anche all'altra istituzione locale. Sul versante del portafogli, la Casa del Cinema potrà avvalersi di un contributo regionale annuo di 400 mila euro. Ma il bilancio annuo previsto sarà di 1 milione di euro: i restanti 600 mila euro dovranno arrivare «da contributi statali e privati, da affitti e biglietti, introiti pubblicitari e noleggio struttura». È «un progetto ambizioso, un bellissimo regalo che crea un punto vivo nel nostro centro storico» ha aggiunto l'assessore comunale alla cultura, Giuliano Da Empoli. Lo chiama «regalo» perché il Comune di Firenze sarà della partita, tramite l'Alfieri, senza spendere un euro in più. Edoardo Semmola
FIRENZE - Casa del Cinema Subito l'Odeon, poi altre due sale
L'assessore alla cultura della Regione Paolo Cocchi e quello comunale Giuliano da Empoli hanno presentato la Casa del Cinema di Firenze, un progetto che mira a valorizzare il cinema come strumento di dibattito, approfondimento e sperimentazione. Il progetto prevede la creazione di un fondo regionale di 2 milioni di euro per adeguare le piccole sale cinematografiche. La gestione del progetto sarà affidata alla Fondazione Mediateca Toscana Film Commission e transiterà nella Fondazione Sistema Toscana dopo la fusione tra le due realtà. Il progetto prevede anche la creazione di un Tavolo permanente per il cinema fra Regione e Comune di Firenze per monitorare lo sviluppo del progetto.
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