Il Cda Servono cinque milioni. Il Comune pronto ad impegnarsi L'unica certezza che trapela dal Consiglio di amministrazione del Maggio andato in scena ieri blindatissimo è che tra il 2010 e il 2014 saranno 12 i grandi eventi operistici in programma. Tra questi confermata la replica del Ring wagneriano con le quattro puntate in scena a ciclo continuo, la presenza di Mario Martone alla regia di Die Frau Schatten di Strauss, diretto da Zubin Mehta, il progetto Cherubini di Riccardo Muti, e l' Aida con la regia di Ferzan Ozpetek . Il prossimo anno dovrebbe anche tornare Zeffirelli alla regia. Per il resto bocche cucite. Il primo Cda presieduto da Matteo Renzi fissa anche l'appuntamento per l'inaugurazione del nuovo teatro che non sarà più in primavera del 2011 ma a fine anno, anche se l'impresa si è impegnata a render agibile la sala grande già qualche mese prima, per permettere l'esecuzione di spettacoli per i 150 anni dell'unità d'Italia. Saranno lavori a ritmo serrato visto che, ad oggi, si è proceduto con l'abbattimento delle strutture preesistenti nella zona dell'ex ferrovia e, in definitiva, a predisporre il cantiere per iniziare a edificare la struttura. E giovedì arriverà Mehta. La nota dolente della riunione dei consiglieri è come sempre quella relativa alla situazione finanziaria. Per rimettere il teatro in condizione di mantenere il suo livello qualitativo occorre trovare dai 5 ai 6 milioni di euro in aggiunta a quelli previsti in bilancio. Un punto questo su cui Renzi si è detto pronto a rimboccarsi le maniche anche se questo dovesse comportare un maggiore impegno economico da parte del Comune e una sua sollecitazione alla Provincia e alla Regione di fare ugualmente (attualmente il Comune dà al Maggio 3 milioni 150 mila euro, la Regione 2 milioni 450 mila, la Provincia 1 milione). La questione aperta resta quella con lo Stato. E lì nasce l'idea di organizzare al più presto in città un seminario di studi sulle modalità con cui sono distribuiti i Fondi del Fus alle 14 Fondazioni liriche. Francesco Giambrone dice da tempo che il Maggio è penalizzato rispetto ad altri teatri e cifre alla mano la denuncia non sembra campata in aria (se noi riceviamo 26 milioni di soldi pubblici, il teatro di Torino, più piccolo, ne prende 29 come quello di Napoli, quello di Palermo 37 e la Scala 44). L'obiettivo del seminario sarà di proporre nuove criteri di ripartizione da sottoporre al ministro Bondi. Chiara Dino