Le reazioni «Sono 20 anni che combattiamo a tutela dell'Archivio contro certi appetiti. Vediamo chi vincerà». La soprintendente ai beni archivistici della Toscana Diana Toccafondi annuncia battaglia nella vicenda della vendita, per la cifra di 150 milioni di euro, dell'Archivio Vasari a una holding russa. Una giornata movimentata, quella di ieri: Toccafondi ha inviato un'informativa alla Procura della Repubblica di Roma e il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi ha ordinato un'ispezione nella casa aretina del Vasari, dov'è conservato l'Archivio che in passato una perizia giudiziale valutò due milioni e mezzo di euro. Gli eredi del conte Festari, intanto, continuano a rivendicare il proprio diritto di vendita. In una lettera inviata al sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, l'avvocato Alberto Marchetti parla di «persecuzione» in atto contro i suoi assistiti, «lesi sottolinea nel proprio diritto di disporre liberamente della loro proprietà» . Per difendere l'Archivio, comunque, la Toscana è pronta a mobilitarsi: per il presidente della Commissione Cultura della Regione Enzo Brogi sarebbe giusto «anche incatenarsi», mentre l'assessore regionale agli Enti Locali Agostino Fragai invita tutti e 287 i comuni a ritrovarsi con i gonfaloni di fronte alla Casa Vasari, «in un'iniziativa che faccia parlare il mondo e scuota il governo». Quel che appare certo (per ora) è che i 36 faldoni che compongono il prezioso Archivio non si muoveranno da Arezzo. Sono protetti da un doppio vincolo, patrimoniale e pertinenziale: il primo li lega all'Italia, il secondo alla Casa che fu del padre della Storia dell'arte italiana. F.B.