Inaugurata l'esposizione tra i tesori archeologici del Salernitano Si è aperta ieri alla Galleria Civica d'Arte di Cava, la mostra «La suggestione del Classico» di Giorgio De Chirico. La presenza alla conferenza stampa di Paolo Picozza, presidente della Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, rappresenta una garanzia per gli appassionati del grande artista sulla sicura autenticità delle opere. Elemento non trascurabile che fa dell'esposizione cavese un evento straordinario considerando che dopo la scomparsa dell'artista circolano nel mondo migliaia di falsi. Questo particolare rende ancora più affascinate la mostra per la varietà delle opere esposte nelle sale del Convento di Santa Maria del Rifugio. Di fatto il presidente dalla Fondazione ha concesso ai curatori il permesso di esporre 38 grandi oli e 10 sculture che costituiscono il repertorio completo della rassegna. E poiché il tema del repertorio è rappresentato dalla suggestione del classico almeno una ventina di grandi oli, sistemati nella prima sala, documentano non solo il De Chirico metafisico ma anche i suoi continui richiami ai miti greci e romani. Da questa intuizione è nata l'ipotesi di legare alle opere del pittore reperti archeologici conservati nei musei salernitani che ricreano un mondo onirico molto vicino alle fantasie del Pictor Optimus. Quando il dialogo tra Victoria Noel-Johnson, la studiosa inglese che ha curato la mostra, e Matilde Romito, direttrice dei musei provinciali, si è fatto più fitto una buona intesa si è stabilita tra le opere pittoriche e i tesori del Salernitano. Un'esposizione congegnata in questa maniera, risultato di un sapiente allestimento che vede insieme racchiusi in teche trasparenti un busto acefalo di un leone del IV secolo a.C. che sembra dialogare con una tela fitta di colori del pittore metafisico. In realtà un allestimento tanto rigoroso mette in evidenza alcuni preziosi reperti archeologici dei nostri musei poco conosciuti, ma rende plasticamente visibili, nei fatti, le suggestioni classiche di questo eccezionale artista che con Picasso ha segnato tutto il Novecento. Di fatto la lettura di un brano di Matilde Romito esplicita ancora più le finalità della commistione linguistica tra archeologia e pittura metafisica: «La ricchezza e la varietà dei reperti credo consenta di rispondere a quella suggestione del classico che impronta, anche agli occhi dei più profani, l'opera di Giorgio De Chirico». E mentre le tele e le sculture del grande pittore risplendono nei saloni della Galleria Civica, l'Anfora attica a figure nere del VI secolo a.C. prende una nuova luce a cospetto dei maestosi oli di De Chirico. L'armonia cromatica è quasi perfetta: da un parte un elmo corinzio del VII secolo a. C. e dall'altra la tela Edipo e la Sfinge; e alla fine bronzi arcaici e sculture moderne quasi si confondono nelle sale di Santa Maria del Rifugio. Di sicuro la mostra «La suggestione del classico», che rimarrà aperta fino al 14 febbraio, è da ritenersi per gli appassionati del Pictor Optimus un appuntamento imperdibile. Scoprire Giorgio De Chirico che idealmente «dialoga » con i nostri tesori archeologici è un'occasione che non capita sempre. Ugo Di Pace
CAVA DE' TIRRENI Cava si mette in mostra con De Chirico
La mostra "La suggestione del Classico" di Giorgio De Chirico è stata inaugurata alla Galleria Civica d'Arte di Cava. La presenza del presidente della Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, Paolo Picozza, garantisce l'autenticità delle opere. La mostra presenta 38 grandi oli e 10 sculture, che costituiscono il repertorio completo della rassegna. Il tema del repertorio è rappresentato dalla suggestione del classico, che è documentata nelle opere del pittore. La mostra è stata curata dalla studiosa inglese Victoria Noel-Johnson e ha visto insieme racchiusi in teche trasparenti un busto acefalo di un leone del IV secolo a.C. e una tela fitta di colori del pittore metafisico.
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