Gravi ritardi, invece, su Porto Fiorito a Est Il sogno del porto a Bagnoli: «Entro fine anno consegneremo il progetto definitivo e a quel punto mancherà solo l'ok della Conferenza dei servizi che, speriamo, confermerà l'assenso di massima già manifestato». Nell'ufficio dell'ex cantiere Maglietta al Borgo Marinari, Luciano Troise, presidente del Consorzio «Porto Partenope » - che da quindici anni attende di vincere la «battaglia di Bagnoli» ed ora freme perchè si è aggiudicata la gara di appalto superando la concorrenza di «Marine di Napoli» (Camera di Commercio e Italia Navigando) di «Onda Azzurra Sena» (Gennaro, Salvatore e Rosario Colella - e appare ragionevolmente fiducioso: «Questa volta ce la possiamo fare». Ed ugualmente ottimista è il presidente dell'Acen Ambrogio Prezioso, che partecipa alla cordata: «Il più è fatto, ma riconosco che ci sono ancora forti motivi di attrito». Ma dopo tanti rinvii e tante promesse deluse, come si fa a non essere scettici? «Capisco la mancanza di fiducia, dice Troise, ma stavolta dovremmo essere davvero in dirittura di arrivo e credo che anche Bagnolifutura, impegnata a vendere i suoli, ci aiuterà a vincere la partita perchè il porto farà, naturalmente, lievitare la quotazione del-l'area ». Sulla «pratica », però, c'è una incognita indecifrabile: la mitica colmata. Viene portata a Piombino, resta, viene utilizzata per un terzo dai progettisti del porto? Impossibile rispondere, l'unica certezza è che a malapena si riuscirà a trovare i soldi per far partire la bonifica. Il progetto firmato da Giuseppe Capuozzo e Fiammetta Adriani, comunque, risolve tutti i problemi tecnici. Il porto di Bagnoli ospiterà 369 barche da 8 a 28 metri e sarà arricchito da una galleria commerciale lunga oltre trecento metri che si «adagerà» sotto la grande passeggiata, che si sviluppa per un chilometro, ospitando i servizi e una serie di negozi. All'esterno del ponte ci sarà una fermata del Metrò del mare e un attacco per le navi da crociera. «La struttura del pontile al quale attaccavano le navi da carico al servizio dell'acciaieria è in grado di sopportare qualsiasi oppressione ». La chicca del progetto, però, è l'eliporto del quale nessuno parla. «Ci abbiamo pensato, dice il Presidente, ma per ora non sbilanciamoci più di tanto». Nelle more della definitiva approvazione, il Consorzio, che raggruppa ventitre aziende la maggior parte delle quali specializzata nel diportismo, ha raggiunto un accordo con i circoli velici per organizzare corsi di formazione e ospitare manifestazioni sportive. La morale che si ricava da questi appunti frettolosi è una: Napoli città di mare con tantissime barche e pochi, malandatissimi posti barca, a parte quelli abusivi beninteso. Quello che accade, ormai da anni, è paradossale: crescono le rassegne che espongono imbarcazioni e gommoni di tutte le dimensioni - l'ultima rassegna è «Ñavigare» partita in questi giorni - ma da Vigliena a Bagnoli tutti i progetti relativi ai porticcioli turistici sono fermi. Per i motivi più svariati: mancanza di fondi e di volontà politica in primis, ma anche conflitti trasversali (Comune contro Soprintendenza e Soprintendenza contro tutti, compreso i pochi operatori privati disposti a rischiare in proprio. Di Bagnoli abbiamo detto, ma per completare il quadro consentiamoci una passeggiata bordeggiando i cantieri. Prima sosta Porto Fiorito, il gioiello di casa che dovrebbe ospitare fino a mille barche. Gli operatori, ci informa il capofila Antonio Savarese, sono pronti, anzi fremono, ma nulla si muove. E per dimostrare che hanno voglia di partire dopo tanti anni di attesa hanno anche pagato in proprio buona parte della bonifica dell'area che toccava al Comune. Il collaudo, però, tarda a venire e se pure arrivasse aed horasì i lavori manco potrebbero iniziare per le pressioni esterne - usiamo un eufemismo, ma parliamo di camorra e dintorni - e perchè il partner pubblico, Italia Navigando, non sembra posseduto dal sacro fuoco dell'entusiasmo. Il risultato è una calma piatta e malata che non promette niente di buono. Procedendo verso il centro le dolenti note si fanno ancora più drammatiche. I progetti per il Molosiglio e per la darsena Acton dormono sonni profondi e scoraggiano l'entusiasmo di Vincenzo Onorato e dello staff di Mascalzone Latino che da tempo premono per dare un più forte impulso alla scuola di vela che è stata frequentata da cento ragazzi dei quartieri a rischio che finalmente hanno scoperto il mare. Carlo Franco
NAPOLI - Porto, palme e spiaggia: Questa volta ce la faremo
Il porto di Bagnoli a Napoli è ancora in attesa di essere completato e di ottenere l'approvazione della Conferenza dei servizi. Il Consorzio Porto Partenope, che ha vinto la gara di appalto, è fiducioso che il progetto venga approvato entro fine anno. Il porto sarà in grado di ospitare 369 barche da 8 a 28 metri e sarà arricchito da una galleria commerciale e da un eliporto. Tuttavia, la colmata del porto è ancora una questione indecifrabile e la bonifica dell'area è un problema. I progetti per il Molosiglio e per la darsena Acton sono ancora in attesa di essere completati.
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