«Via Marina un nervo scoperto. Il piano ci è costato 1,7 milioni» Dopo una settimana di tensioni. Dopo le minacce di querela. Dopo una serie di articoli sull'attività del commissariato per l'emergenza traffico e viabilità pubblicati sul nostro giornale, il city manager accetta di uscire allo scoperto. Il soggetto attuatore Luigi Massa non nasconde le ombre di una gestione che si è rivelata più difficile del previsto. E che non ha comunque prodotto i risultati annunciati. Più che un'intervista sembra uno sfogo. La sindaca parlò dell'assunzione di 300 vigili, della realizzazione del sottopasso di via Acton e di 15mila posti auto. Cosa è successo? «Probabilmente si sarebbe dovuto evitare di dare anticipazioni su una attività che poi si è evoluta in modo diverso. La priorità era sbloccare i parcheggi pertinenziali, ossia quelli privati. E ci siamo riusciti dal punto di vista tecnico. Poi certo, occorrono i finanziamenti privati, perché ai poteri commissariali si trasferiscono solo progetti finanziati. E dunque i ritardi accumulatisi si spiegano perché a quei progetti privati non corrispondevano adeguati finanziamenti » . Quanti parcheggi pertinenziali sono stati realizzati? «Uno, quello di largo Celebrano. Ci sono poi 26 progetti con assenso su un totale di 145 presentati» E i parcheggi pubblici? Nel piano c'erano Mergellina, Capodimonte, Edenlandia, Cilea, Bagnoli. «Abbiamo concluso i parcheggi di Piscinola e quello del centro direzionale- ex mercato ortofrutticolo. Oltre alla depositeria di via Campegna, che ha liberato 300 posti al parcheggio Brin. Sono in corso Bagnoli, il centro direzionale isola G, il Frullone, che è una alternativa a Capodimonte, e Chiaiano » . I finanziamenti sono dunque stati dirottati su altri progetti? «Sì, perché i soldi sono del Comune e non abbiamo alcun vincolo con il Governo » . Bagnoli doveva essere ultimato nel dicembre 2008. Cosa è successo? «Ci siamo trovati di fronte ad una serie di progetti non esecutivi contenuti nel Pup. E nel momento in cui si è fatta una verifica di fattibilità sono sorti alcuni problemi. Nel caso di Bagnoli scavando si andava a finire in un'area sottostante la Nato». Immaginiamo come sarebbero stati contenti gli americani per la loro sicurezza. E Mergellina? «Le Fs ci davano il suolo per 105 posti. Poi ci hanno detto che volevano la metà dei posti per i propri dipendenti. E io alla Corte dei conti come giustifico la spesa per un progetto del genere?». Edenlandia? «La Sepsa ci ha detto che ha intenzione di fare un parcheggio proprio e così ci siamo concentrati su altro». Capodimonte? «Lo studio di fattibilità è recente. Intendo quello per il parcheggio interrato. Nel Pup c'era quello a raso che di fatto è stato soppiantato da quello del Frullone. L'idea della Sovrintendenza è notevole: ma chi li mette i soldi? Si tratta di fare uno sbancamento. Una spesa onerosissima». Cilea? «I costi di realizzazione sono lievitati da 9 a 24 milioni quando si è andati oltre il progetto preliminare». Insomma nel Pup c'erano progetti non realizzabili. «Sì. Ed il nostro lavoro è stato molto intenso su questo fronte. Abbiamo lavorato sui progetti, con risorse interne e abbiamo verificato che in alcuni casi non era possibile andare avanti». Via Marina invece è un progetto realizzato da esterni. «Sì. E i progetti realizzati all'esterno hanno costi alti. Per questo caso fino ad ora sono stati spesi 1,7 milioni » . E perché non è stato realizzato? «Via Marina è un nervo scoperto. Il progetto non era rispondente ad una filosofia condivisibile ed era comunque legato alla realizzazione del sottopasso di via Acton. Al quale però abbiamo dovuto rinunciare quando è arrivata l'opposizione della Sovrintendenza. Ma noi avevamo finanziamento europei e avevamo appaltato l'opera. E per non perdere i soldi abbiamo modificato il progetto. Ma esisteva un altro vincolo, quello per i bastioni di fronte al Carmine e piazza Mercato. Ed ecco la terza modifica. Poichè l'abbassamento della strada impattava con una condotta Terna dell'elettricità. E spostarla costava quansi quanto tutto il progetto. Poi ci sono stati conflitti interni all'Ati. E siamo riusciti a cambiare qualcosa in corsa. Quest'opera resta il mio cruccio ». Quel che si è fatto non poteva essere realizzato senza poteri speciali? «I poteri sono stati indispensabili per sbloccare il Pup. E con la vecchia Tognoli non si poteva andare avanti. Anzi, io vorrei far vivere le deroghe per i parcheggi anche per i prossimi mesi » . E il controllo telematico? «Avevano pensato ad un progetto integrato nuovissimo. Ma il Tar del Lazio ha sospeso la gara. Ci siamo appellati » . Il bilancio che fornite parla di 220 posti auto pertinenziali realizzati, di due parcheggi pubblici conclusi per un totale di 450 posti auto e 50 posti moto, oltre alla Depositeria, e di quattro opere in corso. Poi c'è una serie di interventi sulle strade: quattro conclusi, uno in corso quello di via Marina e 13 in fase di appalto. Quali sono i costi? «Ad oggi i finanziamenti comunali, regionali, statali e comunitari ammontano a circa 123 milioni di euro. A questo vanno aggiunti i finanziamenti privati di cui però si può solo fare una stima». La struttura operativa quanto è costata? «Circa 1 milione 400mila euro fra spese di investimento, di gestione, stipendi e contributi. Inoltre con appositi decreti il sindaco ha stabilito alcune riduzioni rispetto all'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri. Tetto di straordinario a 35 ore, 15 per cento di stipendi al personale dirigente. E 10 al soggetto attuatore». E le percentuali sui progetti realizzati? «Prima era il 2 per cento del valore dell'opera. Ora è sceso allo 0.5 per cento per il progettista e il resto va alla struttura » . Il vostro lavoro è stato un successo? «Nonostante tutto, sì».