Da Bracci Torsi, Del Corso, Pierotti, netta la contrarietà «Ma immaginate se le mettessero a Parigi sulla Senna?» La «grigliata delle spallette» è un boccone che non va giù al mondo della cultura. Le reazioni di esponenti del mondo dell'arte, alla prospettiva di mettere griglie e cartelli lungo le spallette, sono tutte rivolte ad un rigetto netto della decisione maturata in prefettura. Non si conosce come saranno gabbie e ringhiere sulle spallette, ma tutti concordano nel fatto che i problemi sulla sicurezza sono a monte. «Non si può scaricare su una responsabilità collettiva, atti di singole persone - dice Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Cassa risparmio di Pisa -. Il punto vero della questione sta nel responsabilizzare le persone adulte, sane, vaccinate, raziocinanti, con diritto di voto, a tenere comportamenti dignitosi e decorosi perché laddove ci sono dignità e decoro, c'è anche vivibilità e sicurezza, in un crescendo di sviluppo qualitativo della città». «Pisa - conclude il presidente - a partire da una certa ora della notte ed in punti come piazza Garibaldi ed i lungarni Pacinotti e Mediceo, è veramente orribile, sì orribile. Si ha la netta impressione di una città abbandonata al caos totale, senza l'ombra di controlli, ed è in questo clima, in questo humus che si coltivano le tragedie dei giorni scorsi». «Gli alberi su via del Brennero e viale D'annunzio sono pericolosi? Abbattiamoli - interviene provocatoriamente Mauro Del Corso, degli Amici dei Musei - non conosciamo i dettagli dell'operazione griglie e parapetti sulle spallette, ma, da quanto leggo, chi cade dalle spallette non sta accompagnando la figlia a scuola, e trovo almeno strano che si possa anche solo pensare di mettere griglie, reti, parapetti in lungarno, visto che a Parigi ben si guardano dal mettere ringhiere e griglie sul lungo Senna». «Ed aggiungo - conclude del Corso - che se si metteranno dei cartelli, spero bene che non vengano affissi ai lampioni perché il lungarno non è un'autostrada». «Ma sì, mettiamoci anche degli spunzoni di ferro per impedire che i giovani ci si siedano»: dice il professor Piero Pierotti. E non cita a caso. «Questa idea degli spunzoni di ferro - continua Pierotti - fu avanzata durante la legislatura del sindaco Pagni». Battute a parte, Pierotti parla di norme di sicurezza già esistenti. «Le spallette - spiega il docente di storia dell'arte - sono già alte più di 1 metro e 20. Per salirci bisogna saltare o farsi aiutare da qualcuno. Sono di per sé protettive. Mi vengono in mente invece, le balaustre del ponte di Mezzo o del ponte della Fortezza. Quelle sono assai più basse e possono esser molto, molto più pericolose. Se anche si mettessero queste griglie o reti, siamo sicuri che impedirebbero la bravata di qualcuno? Chi vuole porre in essere gesti sconsiderati in realtà ci riesce sempre, con balaustre, reti e griglie che dir si voglia». La questione griglie sulle spallette dei lungarni è lungi dall'essere esaurita ed il dibattito in città e nelle istituzioni è solo cominciato.
PISA. Bocciate reti e ringhiere di protezione alle spallette. Il mondo dell'arte si ribella
La decisione di mettere griglie e cartelli lungo le spallette dei lungarni di Pisa è stata contraria all'opinione di molti esponenti del mondo dell'arte. Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Cassa risparmio di Pisa, ha sottolineato che i problemi di sicurezza non possono essere scaricati su una responsabilità collettiva, ma piuttosto su individui adulti e sane. Mauro Del Corso, degli Amici dei Musei, ha invece suggerito di abbattere gli alberi pericolosi, mentre Piero Pierotti ha proposto l'installazione di spinzoni di ferro per impedire ai giovani di sedersi.
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