Il Comune misura le dimensioni del mega cartellone. "Intervento invasivo e autoritario" Lattacco di Da Empoli: "La burocrazia proprietaria dei monumenti" La pubblicità su Ponte Vecchio potrebbe sparire. Il comandante dei vigili Massimo Ancillotti ha già avviato le verifiche sulle dimensioni del maxi cartellone che campeggia sulle arcate del monumento: «Se risulterà fuori norma - annuncia - sarà rimosso, come previsto dal regolamento di polizia municipale». Unipotesi che le prime indagini in corso sembrerebbero confermare. A concedere lautorizzazione per la mega pubblicità è stata, in prima battuta, la soprintendenza al Polo museale guidata da Cristina Acidini che ha scelto, tra i vari bozzetti presentati, quello giudicato meno invasivo. Successivamente, è stato espresso un parere favorevole dalla soprintendenza per i Beni architettonici e artistici diretta da Alessandra Marino. Il ruolo del Comune è stato quello di autorizzare limpresa pubblicitaria Media Firenze ad allestire per 90 giorni, dal 13 ottobre al 10 gennaio 2010, una «gigantografia artistica» sul ponte, ma incaricando la soprintendenza di dare il proprio nulla osta sui singoli messaggi che vi si alterneranno. «La vicenda ci impone un confronto urgente, ma sereno e collaborativo, con la soprintendenza per i Beni architettonici e artistici», spiega il vicesindaco Dario Nardella, che lunedì prossimo incontrerà Alessandra Marino. Il vicesindaco ricorda che «il Comune ha già imposto nel marzo del 2009 misure più restrittive sulla gestione e il collocamento di impianti pubblicitari in contesti di grande interesse culturale; tuttavia è anche pronto a rivedere il regolamento per richiedere maggiore sobrietà ed equilibrio nella scelta del tipo di impianto pubblicitario e del tipo di messaggio pubblicitario dello sponsor per tutelare limmagine della città». Nardella ribadisce poi «grande stima e fiducia nelle capacità e nellesperienza della soprintendente Marino, che peraltro nel caso di Ponte Vecchio è dovuta intervenire nellambito di un progetto già avviato e di cui non è promotrice la Soprintendenza in questione». Sulla pubblicità si è espresso ieri anche il sindaco Matteo Renzi: «Non mi piace», ammette senza mezzi termini, per poi promettere: «In futuro farò in modo che episodi simili non si ripetano». Rincara la dose lassessore alla cultura Giuliano Da Empoli: «Era dal 1939 che Ponte Vecchio non subiva un intervento così invasivo e autoritario», tuona, ricordando la sostituzione, voluta da Mussolini in occasione della visita di Hitler, dei piccoli oblò rinascimentali con grandi finestre. «Allora cera da compiacere una dittatura; oggi paghiamo le conseguenze di una burocrazia che non deve dare conto a nessuno e si considera sola proprietaria di alcuni tra i monumenti più importanti della città e del mondo. E lennesima conferma del fatto che il sistema di governance dei beni culturali fiorentino andrebbe rivisto completamente».