In 45 sotto contratto: tra loro parenti eccellenti ed ex candidati Lamministrazione ha il maggior numero di burocrati di vertice tra gli enti pubblici Al lavoro il nipote dellMpa Leanza e lex segretario di Speziale Nessun ente pubblico, in Italia, ha tanti dirigenti. Eppure la Regione siciliana, alle prese con i ritardi sulla spesa dei fondi europei, si affida a 45 tecnici esterni per selezionare i progetti che riguardano istruzione, formazione e lavoro. Il decreto, firmato dalla dirigente generale Patrizia Monterosso, porta la data dellotto ottobre. Un atto che costituisce tre nuclei di valutazione chiamati a vagliare quasi 4.500 progetti. Tempi stretti: 25 giorni in tutto. Ma i compensi non sono di serie B: duecento euro al giorno per chi abita a Palermo, 250 per chi invece viene in trasferta nel capoluogo. Costerà in tutto 280 mila euro, lattività di questo pool di esperti che dovrà sbloccare la spesa di tre misure del programma operativo 2007-2013. I progetti da valutare gravano sul fondo sociale europeo: riguardano il recupero e la valorizzazione degli antichi mestieri, la realizzazione di «percorsi integrati per sostenere loccupabilità di inoccupati e disoccupati» e infine «la formulazione di interventi formativi per lo sviluppo dei saperi e della competenza». I componenti dei tre nuclei sono stati scelti con il metodo del sorteggio da una «long list» redatta lanno scorso. Ciò non ha impedito che nellelenco dei valutatori finissero parenti di esponenti di giunta o ex candidati dellMpa: fra i nominati cè Saverio Fabio Leanza, nipote dellassessore ai Beni culturali, e Salvatore Fratello, che corse per una lista lombardiana alle Regionali del 2008. Ma non solo. Tra i prescelti pure Pietro La Porta che lavorava nella segreteria del deputato Pd Calogero Speziale quando questi era vice presidente dellArs. Leanza (lassessore) chiarisce subito che il nipote, professionista che da anni opera nel settore, «è uno dei migliori valutatori siciliani e non si è mai occupato di questioni che afferiscono al mio ramo damministrazione». Resta il fatto che, a giugno, il magistrato della Corte dei conti Giovanni Coppola puntò il dito sullalto numero di dirigenti della Regione: il rapporto fra dipendenti semplici e graduati è di 5,6 nello Stato. «Con unidentica proporzione in Sicilia basterebbero 237 dirigenti, mentre quelli in servizio sono 2.111», denunciò Coppola. Fra i dirigenti che, secondo la Corte, sarebbero in esubero, proprio nessuno poteva occuparsi di valutare i progetti del Fondo sociale europeo? Spiega Leanza che «non è la prima volta che si fa ricorso a professionisti esterni. Io - dice - sono favorevole al pieno utilizzo di risorse interne allamministrazione, ma non credo ci fossero le professionalità richieste allinterno dei dipartimenti competenti. In ogni caso, cera lesigenza di far partire al più presto questattività: siamo in netto ritardo con limpiego dei finanziamenti europei. E dobbiamo recuperare». Ecco la corsa alla spesa del fondo sociale europeo. Alla quale partecipa, in prima fila, lassessorato alla famiglia. La cui titolare, Caterina Chinnici, ha fatto pubblicare ieri due avvisi per la realizzazione di progetti sperimentali per l«inclusione sociale» di categorie svantaggiate della popolazione. A disposizione, in totale, ci sono 40 milioni di euro. Per il primo bando, che mette a disposizione 30 milioni di euro, a presentare i progetti possono essere i comuni siciliani. I capoluoghi di provincia potranno partecipare anche da soli, negli altri casi sarà necessaria una «coalizione territoriale», con una popolazione minima di almeno 100 mila abitanti. Per il secondo bando, che mette a disposizione 10 milioni di euro e che vede come beneficiari i detenuti o coloro che usufruiscono di misure alternative della pena (arresti domiciliari, affidamento ai servizi sociali), possono presentare progetti gli enti pubblici, gli enti di formazione, imprese e associazioni di categoria ed enti senza scopo di lucro. Tutti in fila, davanti alla cassa ancora chiusa di Bruxelles.