Il Tar accoglie il ricorso di unazienda esclusa dalla gara dappalto La sovrintendente Liliana Pittarello "Ci siamo rimasti male, ora bisogna ripartire daccapo" Il sogno di dare finalmente avvio al grande restauro della Cappella del Guarini, devastata dal rovinoso incendio scoppiato nella notte tra l11 e il 12 aprile 1997, puntellata da una enorme struttura di consolidamento, sfuma giovedì mattina. Con un brusco risveglio. Una doccia gelata. Lennesima dilatazione di tempi, in piena marcia di avvicinamento allostensione della Sindone. Il Tar, accogliendo il riscorso delle ditte specializzate Arca spa e Tecnireco srl, ha annullato il bando e il disciplinare della gara di affidamento dei lavori, diventati inefficaci. Tutto sbagliato, tutto da rifare? «Ci siamo rimasti male, malissimo - si sfoga dispiaciuta Liliana Pittarello, direttore regionale dei Beni culturali - Per questo progetto avevamo lavorato molto, con grande impegno. La decisione dei giudici amministrativi porterà a spostare ancora in avanti lavvio dei restauri. Noi aspettiamo di leggere le motivazioni della decisione, che saranno depositate la settimana prossima, per valutare il da farsi». Le ipotesi - anticipa - sono due: «Il ricorso al Consiglio di stato o un nuovo bando di gara. Per entrambe le opzioni, purtroppo, dobbiamo mettere in preventivo altri mesi in più». Il solo restauro, quando finalmente si partirà, richiederà due anni di lavoro e oltre 10 milioni di finanziamenti. Oltre alla riabilitazione delle parti elevate della cupola, punteggiate da 5.500 conci in marmo, i principali "malati", è prevista la riapertura della cava di marmo bigio di Frabosa Soprana, per la coltivazione e lestrazione di materia prima identica a quella originale. Cantano intanto vittoria i ricorrenti, secondi classificati nella gara, nellazione amministrativa opposti alla Corit spa. «Cè soddisfazione - commenta il legale che sta seguendo il caso, Nicola Durazzo - perché è stato dato riconoscimento alle nostre ragioni e al grande lavoro di progettazione fatto dai nostri esperti, penalizzato dai criteri di assegnazione ora messi in discussione dal Tar. Si è sventato un pericolo: dare il via a lavori che tecnicamente avrebbero potuto creare qualche preoccupazione». Quello che la cupola richiede è un intervento complesso, delicato, pieno di incognite. «Larchitetto Guarini - ricorda lavvocato Durazzo - non ha lasciato scritto perché la struttura sta in piedi. Nellattribuzione del punteggio, è la nostra tesi, andava dato un peso diverso al progetto tecnico in rapporto al massimo sconto. Nel nostro piano è prevista la costruzione, in Germania, di una macchina ad hoc per imbracare la cupola dal basso e tenerla su mentre si interviene sulle colonne, con la composizione chimica modificata dal fuoco». Il ricorso accolto dal Tar, lo conferma anche la soprintendente Pittarello, si è giocato sui rilievi fatti ai criteri di assegnazione: 28 punti attribuiti alla componente economica, 72 alla parte tecnica. Il bando è stato aggiudicato alla Corit per poco più di un punto di differenza, dovuto allo sconto più alto.